Ausl, parte il valzer dei direttori generali
A Reggio si spinge per la fusione delle aziende con Trenti e Nicolini, ma la Regione potrebbe rivoluzionare tutti gli incarichi
REGGIO EMILIA. A Reggio hanno le idee chiare: unificare Ausl e Santa Maria per evitare accorpamenti con le province vicine. Ma la Regione potrebbe mettersi di traverso. E il percorso di unificazione di Ausl e Azienda ospedaliera Santa Maria Nuova potrebbe scontrarsi fatalmente con le nomine dei nuovi direttori generali. Un risiko che interessa tutte le aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna – i cui direttori sono stati sospesi in blocco dal neogovernatore, Stefano Bonaccini – per un rebus che verrà sciolto entro il 29 marzo, quando arriveranno le nuove nomine dalla Regione. Con un giro di valzer che potrebbe interessare anche la sanità reggiana, nonostante la volontà politica espressa dai sindaci sia quella di continuare con Fausto Nicolini alla guida dell’Ausl e Ivan Trenti a capo del Santa Maria.
Nicolini, al primo mandato, avrebbe buone chances di restare. Discorso diverso per Trenti, che dopo nove anni a Reggio potrebbe tornare al di là del Secchia, al posto della dg dell’Ausl di Modena, Mariella Martini, che per motivi formali sembra al capolinea. Stessa sorte per Licia Petropulacos, alla guida del Policlinico di Modena dall’inizio 2012.
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Due pedine di una rivoluzione regionale da cui la sanità reggiana vorrebbe restare fuori il più possibile. Nomi ufficiali per un eventuale dopo Trenti per il momento non ce ne sono. Ma proprio ieri si è chiuso il termine dell’avviso pubblico per l’aggiornamento dell’elenco di idonei alla nomina a direttore generale delle aziende sanitarie regionali e Irccs. E non manca una sorpresa.
Fra le candidature, non c’è il nome di Giorgio Mazzi, direttore sanitario del Santa Maria, a lungo indicato come successore di Trenti. Mazzi avrebbe deciso in extremis di non partecipare alla partita. Un’assenza che potrebbe aprire la sanità reggiana ad una scelta di “compromesso”: chiedere di prorogare la nomina a Trenti per due o tre anni, il tempo necessario per portare a termine la fusione delle due aziende, lasciando nelle mani di Nicolini la futura azienda unica. Ipotesi per la quale dovrà comunque arrivare il nulla osta da viale Aldo Moro.
Ed è per questo che a Reggio starebbero già correndo ai ripari, alla ricerca di un nome condiviso. Nell’elenco degli idonei a ricoprire la carica di direttore generale, su un totale di oltre 130 nomi, per ora i reggiani sono quattro: Luca Sircana dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma, Gabriele Rinaldi dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara e Loredana Dolci, dirigente della Provincia. Idoneità tecniche, giudicate da una commissione ad hoc, da cui dovrà scaturire una scelta politica della Regione, che per il momento non sembra orientata a tenere conto del fattore territoriale, puntando invece su rinnovamento generazionale e adesione ai progetti di medio-lungo termine messi in campo.
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