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Convitto Corso rilanciato ma le iscrizioni sono al palo

CORREGGIO. Al di là delle polemiche della riduzione del personale, della chiusura della convittualità che sono rimbalzate per anni sulle cronache dei giornali, il convitto “Corso” riparte con la...

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CORREGGIO. Al di là delle polemiche della riduzione del personale, della chiusura della convittualità che sono rimbalzate per anni sulle cronache dei giornali, il convitto “Corso” riparte con la nuova offerta formativa. Si tratterà di un “nuovo convitto” «capace di riprendere in forma aggiornata e appropriata il ruolo importante che ha svolto per anni nella città», dicono docenti ed educatori della scuola primaria e secondaria di primo grado del Convitto Corso. «Dopo le vicende degli ultimi anni e le polemiche che ne sono seguite, le scuole dell’obbligo annesse non sempre si vedono riconosciuto l’apprezzamento che meritano, se si guarda al numero di alunni iscritti. Eppure la nostra è scuola statale e gratuita, che offre il servizio mattutino esattamente come tutte le altre scuole presenti sul territorio. In più è l’unica a fornire anche il servizio di semiconvitto che consente, a chi ne faccia richiesta, di avvalersi dell’orario continuato nelle ore del pomeriggio, con l’assistenza di personale educativo professionale con funzione docente».

Un punto a favore quello del servizio di semiconvitto, cui si aggiunge, dice il personale, «un’offerta formativa di qualità, aggiornata sulle più moderne tendenze metodologiche e didattiche». Come la promozione di laboratori per lo sviluppo delle abilità linguistiche (progetto Interlingua, in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia) e multimediali (progetto cinema). Eppure le iscrizioni sono ferme, forse per la confusione generata dalla chiusura del servizio di residenzialità notturna. «Le famiglie non sono più tenute a iscrivere i figli al semiconvitto, ma lo possono scegliere come servizio opzionale e questo rende le scuole annesse al Convitto “simili” agli altri istituti comprensivi e ne fa una risorsa in più per l’offerta scolastica correggese».

Ed ecco la pecca. «La mancanza di una “territorialità” che ci possa inserire a tutti gli effetti nel sistema correggese ci rende fragili, siamo costretti ogni anno a darci da fare per “guadagnare” iscritti... Ma ci chiediamo: è giusto che ciò avvenga?».

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