Da vittima a imputato Govi in aula per minacce
Il dirimpettaio gli sparò dopo l’ennesima lite, ora è alla sbarra insieme alla moglie L’autore del tentato omicidio è parte civile: oggi ricorre in appello per il suo reato
SAN POLO. Le liti tra vicini di casa sono all’ordine del giorno in tribunale. Quella finita ieri davanti al giudice Andrea Rat vede però come imputato Luigi Govi, ferito a colpi di pistola dal vicino Antonio Bevilacqua, quest’ultimo già condannato a sei anni di reclusione perché premeditò, il 17 giugno 2014, l’agguato nell’officina del 57enne Govi che in quel momento stava lavorando nella sua torneria.
In aula, ieri, le parti erano praticamente invertite. Alla sbarra c’erano infatti Govi e la moglie, denunciati per minacce ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni, difesi dall’avvocato Vainer Burani. Nei panni della parte civile c’è proprio Bevilacqua, che non era presente in aula. Un altro capitolo della querelle che si consuma da anni tra i due nuclei familiari a suon di denunce e contro denunce. Bevilacqua è titolare di un forno-pizzeria, dirimpettario di Govi, un artigiano che lavora nella sua piccola azienda metalmeccanica. Entrambi avevano un contratto di affitto divenuto il nodo del contendere per quanto riguarda l’occupazione degli spazi comuni. A far partire le accuse reciproche oggetto dell’udienza di ieri c’era - tra gli altri - proprio l’occupazione di una parte della strada da parte dei clienti del forno. Fatto accaduto più volte, che avrebbe visto l’intervento diretto di Govi e della moglie, che hanno diretto pesanti minacce anche ai clienti del forno. Quattro di questi hanno testimoniato ieri un aula. Altri due saranno sentiti più avanti. Il rinvio è stato fissato l’8 ottobre prossimo.
A fare da contro scenario c’è l’udienza d’appello che verrà celebrata oggi dopo il ricorso presentato da Liborio Cataliotti e Romano Corsi, avvocati di Bevilacqua, e relativo alla condanna per tentato omicidio. All’epoca dei fatti, il 37enne di origine crotonese Antonio Bevilacqua entrò nell’officina, tirò fuori la pistola e da pochi metri sparò tre colpi verso Govi che, pur ferito, reagì dando vita a un autentico corpo a corpo. Un’aggressività che affondava le radici nei continui problemi fra vicini legati – da anni – al parcheggio di via Martiri della Bettola su cui si affacciavano le attività di Govi (una torneria) e il forno di Bevilacqua. Nel gennaio dello scorso anno il giudice Antonella Pini Bentivoglio aveva emesso una sentenza pari a sei anni di reclusione per Bevilacqua, con l’aggravante della premeditazione. Oltre a questo fu disposta anche una provvisionale di 15mila euro come primo risarcimento-danni per la vittima.
La disputa approdò nell’ottobre del 2013 davanti anche al giudice di pace, dove Bevilacqua fu accusato colpevole di aver rivolto minacce ad Alex Govi, figlio di Luigi. Un’ulteriore diatriba risolta giudizialmente a poca distanza dall’agguato a colpi d’arma da fuoco.
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