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Dipendenti pubblici, assegni per le malattie

Dipendenti pubblici, assegni per le malattie

Scandiano: fondi per l’assistenza a domicilio dell’Unione. Riguardano anche i parenti di primo grado

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SCANDIANO. Fondi per l’assistenza a domicilio, e non solo, dei dipendenti pubblici di ieri e di oggi, e per i loro parenti di primo grado. Arriva anche nella zona ceramiche la campagna Home Care Premium, iniziata nel 2014 e finanziata dall’Inps, nella sezione dedicata ai dipendenti pubblici. Ieri mattina a Scandiano è stato presentato il percorso destinato all’Unione Tresinaro Secchia, e quindi agli abitanti di Baiso, Casalgrande, Castellarano, Rubiera, Scandiano e Viano, per un aiuto a persone che si trovano in difficoltà fisica, soprattutto a livello domiciliare. Di cosa si tratta? Prima di passare all’Inps, per decenni i dipendenti pubblici avevano una gestione separata, l’Inpdap, a cui versavano una quota obbligatoria extra dello 0.35% dello stipendio. Il fondo creato in questo modo verrà ora gestito da Inps per aiutare i lavoratori e i pensionati della pubblica amministrazione, con particolare attenzione per le situazioni di non autosufficienza. Il discorso è allargato anche ai parenti di primo grado, come figli e mogli, che possono rientrare in questa operazione. Si parla in pratica di un potenziamento “mirato” dei servizi assistenziali per chi ha lavorato nel pubblico. Per il territorio dell’Unione Tresinaro Secchia, si parla di circa 50mila euro totali e di 72 potenziali fruitori, identificati secondo la griglia dei parametri stabilita dall’Inps stessa. Il sostegno si materializzerà in assegni mensili sino al novembre 2015.

Per averne diritto, sarà necessario presentare domanda entro mezzogiorno del 27 febbraio, contattando i servizi sociali di riferimento. Le azioni finanziabili, che verranno curate nella parte operativa dai servizi sociali della zona, sono parecchie: contributi economici mensili per l’assistenza domiciliare, prestazioni integrative, incontri con esperti. Oltre alla possibilità di pagare della formazione specialistica per le assistenti familiari, le “badanti”.

Il tema è quello dell’assistenza domiciliare, che si può declinare anche in maniera allargata; ad esempio, sarà possibile sostenere persone non autosufficienti che sono ospitate da strutture socio-sanitarie residenziali, o per cui venga riconosciuta l’impossibilità di intervenire secondo le linee guida principali. «Vogliamo proporre un’iniziativa concreta a favore delle persone più fragili in condizioni di non autosufficienza», riflette Luca Benecchi, responsabile dell’ufficio di piano Unione Tresinaro Secchia. E farlo lavorando in sinergia: «L’ottica è quella di una sinergia a vantaggio delle fasce più deboli della popolazione su politiche di welfare sociale intercettate dalla nostra Unione». (adr.ar.)

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