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neve e black-out a campegine

Manenti (Protezione civile): «Abbiamo dato il massimo»

Manenti (Protezione civile): «Abbiamo dato il massimo»

CAMPEGINE. «Il black-out dopo la nevicata della scorsa settimana ha generato disagi, difficoltà, talvolta patimenti. È stato impattante al pari delle altre emergenze con cui il sistema di Protezione...

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CAMPEGINE. «Il black-out dopo la nevicata della scorsa settimana ha generato disagi, difficoltà, talvolta patimenti. È stato impattante al pari delle altre emergenze con cui il sistema di Protezione Civile reggiano, istituzionale e volontario, si è confrontato con grande impegno in questi anni. Parlare di “latitanza”, dunque, è quantomeno inesatto e fuori luogo. E potremmo citare decine e decine di esperienze positive». È con queste parole che Federica Manenti, responsabile della Protezione Civile della provincia di Reggio, risponde alle accuse di Antonio Talarico, rimasto senza luce né riscaldamento per cinque giorni.

«Potrà essere un sistema perfettibile – aggiunge la Manenti – ma la dedizione e la competenza tecnica (sostenuta al massimo delle possibilità dagli amministratori che ci coordinano) non è mai venuta meno. Lo dimostrano i dati documentabili: migliaia di contatti avuti con i cittadini, oltre 500 interventi in pochi giorni con squadre integrate con i vigili del fuoco, centinaia di volontari di protezione civile sul territorio coordinati dai centri operativi comunali e provinciali. Volontari, operatori pubblici e amministratori, a loro volta colpiti dall’emergenza, che, con grande sensibilità e senso del dovere, hanno dato priorità alle esigenze dei propri cittadini prima ancora che a quelle dei loro familiari. Al centralino del centro unificato di Protezione Civile – prosegue – Talarico ha chiamato tre volte, ricevendo ogni volta informazione. I collaboratori e non voci magnetiche hanno raccolto le giuste segnalazioni del signore. Per quanto riguarda il personale dedicato ai telefoni, costituito principalmente da operatori volontari di Protezione Civile essi sono adeguatamente formati per accogliere cortesemente le richieste e, se pur soggetti a turni di lavoro estenuanti, non possono aver risposto nei termini riportati da Talarico». Il “J’accuse” di Talarico aveva colpito anche l’amministrazione comunale. «I Comuni hanno attivato da subito strutture coperte riscaldate e convenzioni con alberghi disponibili a ospitare chi volesse trovare riparo, in caso di blackout prolungato. Di questa azione è stata data notizia persino con l’ausilio dei megafoni della polizie Municipale. In merito ai generatori, è possibile chiedere il rimborso delle spese per l’acquisto o noleggiato». (m.r.)

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