Matteo lascia l’ospedale per il carcere
Dopo il fermo per la droga, il 39enne finisce in cella. Oggi l’udienza per lui e l’ex fidanzata. Ancora caccia agli assassini
QUATTRO CASTELLA. Dall’ospedale al carcere. Dopo il fermo disposto dal pubblico ministero Maria Rita Pantani, Matteo Montruccoli ieri mattina ha lasciato la stanza dell’ospedale Santa Maria Nuova dove era ricoverato allo scorso 2 febbraio ed è stato rinchiuso in una cella della Pulce.
E’ il primo effetto concreto della svolta che hanno preso le indagini per la morte del fratello Marco, 34 anni, ammazzato davanti ai suoi occhi. In quello che – ne sono ormai sempre più convinti i carabinieri del Nucleo investigativo – è stato un crudele regolamento di conti nell’ambito del traffico di droga.
Matteo Montruccoli, 39 anni, è finito in cella per colpa di un ingente quantitativo di droga: circa 3 chili tra cocaina e marijuana, che hanno messo nei guai anche l’ex fidanzata Silvia Raso. Per lei è scattato l’arresto in flagranza dopo che i carabinieri, durante una perquisizione nella sua casa e nel maneggio di Viano che era solita frequentare con l’ex compagno con il quale continua a essere in stretta relazione, hanno trovato prima 1,8 chili di mariuana e poi un chilo scarso di polvere bianca.
Entrambi, ora, devono rispondere del reato di detenzione di sostanza stupefacente in concorso.
Le perquisizioni erano scattate dopo che, durante gli accertamenti da parte dei carabinieri della scientifica nella casa di via Fausto Coppi 2 a Forche di Puianello teatro dell’agguato, erano stati trovati circa 5 grammi di cocaina nascosti in un ripostiglio. Un primo campanello d’allarme, per i carabinieri che indagano per l’omicidio, che ha dato forza all’ipotesi di un omicidio avvenuto nell’ambito della droga. Il pubblico ministero Maria Rita Pantani ha quindi disposto tre perquisizioni domiciliari, a casa di tre donne frequentate dal fratello della vittima: la fidanzata, un’amica e appunto Silvia Raso. A casa delle prime due non è stato trovato nulla, tuttavia per procedere alla perquisizione hanno dovuto essere iscritte nel registro degli indagati per lo stesso reato. Mentre a casa dell’ex 43enne la droga è stata trovata. E dato che si trovava assieme a documenti ed effetti personali di Matteo Montruccoli, i carabinieri ritengono che sia da ricondurre a lui. Come quella trovata nel maneggio di Viano che l’uomo frequentava.
Con ogni probabilità, sia per la donna che per il 39enne oggi si terrà l’udienza di convalida del provvedimento restrittivo. A difendere Silvia Raso è l’avvocato Fabrizio Fornaciari. La donna potrà spiegare perché era lei in possesso di quell’ingente quantitativo di sostanza. Così come si terrà probabilmente questa mattina in carcere la convalida del fermo di Matteo Montruccoli. A rappresentarlo è l’avvocatessa Francesca Frontera. «Ancora devo vedere gli atti» si limita a dire.
Ma sono ancora in fuga gli spietati assassini che, la sera del 2 febbraio, hanno ucciso Marco e ferito il fratello.
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