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Soldi riciclati alle 'ndrine, nei guai dirigente delle Poste di Reggio

Soldi riciclati alle 'ndrine, nei guai dirigente delle Poste di Reggio

La guardia di finanza contesta 186 mila operazioni sospette per 32,6 milioni di euro al responsabile anti-riciclaggio. L'operazione è nata nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Bologna

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REGGIO EMILIA. La Guardia di Finanza di Cremona ha notificato al responsabile anti-riciclaggio di Poste Italiane di Reggio Emilia un verbale di contestazione amministrativa per omessa segnalazione di operazioni sospette. La movimentazione di denaro contestata riguarda 186mila operazioni per 32,6 milioni di euro, nel 2011. Non sono emersi illeciti penali.

Si tratta di una contestazione a cui la Gdf è arrivata dopo che, in un ramo delle indagini di Aemilia della Dda di Bologna contro la 'Ndrangheta, l'operazione che nei giorni scorsi ha portato a 117 arresti, si imbatté in un utilizzo frequente da parte di indagati legati a Giuseppe Giglio - uno degli organizzatori della presunta associazione a delinquere di stampo mafioso - delle filiali reggiane delle Poste, per liquidare assegni o titoli frutto di estorsioni o di usura, oppure nell'ambito di cosiddette frodi carosello.

Queste movimentazioni ripetute e per quantità ingenti di contanti allertavano il sistema informatico, ma non venivano segnalate a Bankitalia dalle Poste. A quel punto la Gdf ha proseguito gli accertamenti e ha scoperto quello che è apparso come un sistema più vasto - di cui il denaro movimentato dalla 'ndrangheta è solo una piccola percentuale - di mancati controlli, oggetto del verbale notificato ieri. Ora le Poste, che teoricamente rischiano una sanzione amministrativa, potranno difendersi e sostenere perché non hanno segnalato le operazioni sospette.

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