Gazzetta di Reggio

Reggio

giallo FORCHE

Montruccoli ai domiciliari, l'ex fidanzata torna libera

Montruccoli ai domiciliari, l'ex fidanzata torna libera

L’udienza per il 39enne di Quattro Castella scampato al delitto e Silvia Raso. Lei: "La droga non è mia, l'ho fatto per amore". Il gip accoglie l'istanza del legale di Matteo: "E' in condizioni fisiche precarie, non può stare in carcere"

2 MINUTI DI LETTURA





QUATTRO CASTELLA. Libera lei, agli arresti domiciliari lui. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari Giovanni Ghini, davanti al quale ieri mattina (in tribunale a Reggio) sono comparsi il 39enne Matteo Montruccoli – scampato all’agguato nella sua casa delle Forche, dove è stato assassinato il fratello Marco – e l’ex fidanzata, la 43enne di Quattro Castella Silvia Raso. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10787253:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/02/02/news/omicidio-a-quattro-castella-accoltellamento-tra-due-uomini-uno-muore-l-altro-resta-ferito-1.10787253]]

Entrambi – nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio del 34enne di Albinea, coordinata dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani – sono finiti in carcere con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Matteo Montruccoli, difeso dall’avvocato Federico Bertani, nel corso dell’interrogatorio di garanzia si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il legale ha poi documentato, con una serie di certificati medici, le condizioni fisiche precarie del suo assistito – ferito con due fendenti all’addome e al torace e operato d’urgenza la sera del delitto – chiedendo al gip che Montruccoli potesse essere scarcerato e godere del regime degli arresti domiciliari, nella casa dei genitori ad Albinea.

Il 39enne, dopo il fermo disposto mercoledì quando si trovava ancora ricoverato all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio, era stato poi dimesso il giorno dopo ma, anziché poter tornare a casa era stato trasferito direttamente in carcere.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.10865582:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.10865582:1649450673/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Ha scelto di parlare, invece, Silvia Raso – rappresentata in udienza dall’avvocato Fabrizio Fornaciari – che da mercoledì si trovava rinchiusa in una cella della sezione femminile del carcere di Modena e che nella serata di ieri è tornata in libertà. Ha spiegato che quella droga non era sua, che si è fatta coinvolgere dall’ex fidanzato, solo per amore, e il giudice le ha creduto. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10856294:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/02/12/news/matteo-fermato-per-droga-1.10856294]]

Mercoledì, nove giorni dopo l’omicidio di Marco Montruccoli, i carabinieri avevano trovato quasi tre chili di droga, arrestando in flagranza di reato Silvia Raso e facendo scattare il fermo nei confronti di Matteo Montruccoli, che era ancora ricoverato in ospedale per le ferite riportate durante il regolamento di conti con gli assassini del fratello, due albanesi ancora ricercati dai carabinieri.

Dopo aver trovato circa 5 grammi di cocaina nella cantina della casa di via Coppi 2 alle Forche, dove vive Matteo Montruccoli e dove è stato ucciso Marco, gli investigatori hanno perquisito la casa dell’ex fidanzata Silvia Raso e un maneggio di Viano – frequentato sia dalla donna che da Matteo – dove hanno trovato e sequestrato in tutto 1,8 chili di marijuana e un chilo scarso di cocaina. Sostanza che apparterrebbe al 39enne e che appare come il movente dell’omicidio.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google