Gazzetta di Reggio

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Neve, l’emergenza prosciuga i comuni

di Enrico Lorenzo Tidona
Neve, l’emergenza prosciuga i comuni

I sindaci alla Regione: risorse e riduzione del patto di stabilità L’assessore: «Piano entro 15 giorni. Stanziati già 5 milioni»

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REGGIO EMILIA. «Per noi l’emergenza non è chiusa finché non saranno ricollegate tutte le utenze in Emilia-Romagna». L’assessore alla Protezione civile, Paola Gazzolo, cerca di tranquillizzare gli animi dei 45 sindaci (tutti presenti) durante un summit ieri mattina in Provincia. «Abbiamo già stanziato 5 milioni di euro per far fronte alle opere più urgenti». Una goccia nel mare di rimborsi che i comuni reggiani chiederanno alla Regione tramite l’apertura dello stato di emergenza. Un comune “piccolo” come Rubiera ha lamentato danni per 4 milioni di euro. Gli indennizzi chiesti dai nostri territori superano già i 40 milioni, cifre da rivedere al rialzo nei prossimi giorni.

La strada maestra per poter fare la conta dei danni e tracciare l’iter dei lavori e dei pagamenti è tracciata nelle “ricognizioni speditive”, una lista degli interventi provvisoria già consegnata in Regione. «Entro 15 giorni ci sarà l’apertura dello stato di emergenza - assicura l’assessore - che dovrà essere decretato dal governo sulla base di un’istruttoria da parte del dipartimento nazionale della Protezione civile, che verrà anche a Reggio per verificare direttamente le situazioni più delicate. Il presidente Bonaccini (che ieri ha firmato la richiesta dello stato di emergenza, ndr)è in contatto con Roma e faremo di tutto per tornare alla normalità».

Nel frattempo, però, i sindaci hanno già dato il via alla messa in sicurezza e al ripristino dei luoghi. «Siamo già in grosse difficoltà a redigere i bilanci di previsione 2015» avvertono i sindaci. Alessio Mammi, sindaco di Scandiano lancia l’idea di allargare il patto di stabilità. «A Rubiera dobbiamo già tagliare spese ordinarie per 300mila euro: per fare fronte all’emergenza sforeremo di altri 200mila euro almeno. Ditelo al governo» rincalza Emanuele Cavallaro. Non si placano poi le polemiche nei confronti di Enel, che resta un nodo scoperto dopo il maxi black out che ha lasciato al buio e al freddo 150mila persone in provincia. «A una settimana di distanza i problemi sono rientrati ma restano danni - è la lamentela del presidente della Provincia Giammaria Manghi - Propongo un’azione legale unitaria. Se ne stanno già occupando gli avvocati della provincia e di Reggio. Di certo faremo una segnalazione all’authority. Questa scelta di Enel di non conferire subito con gli enti locali avrà una conseguenza». L’allerta riguarda anche la manutenzione delle linee. «Quella del black out causato dalla caduta degli alberi è una favola - dice secco Luca Vecchi - bisogna fare il punto tecnico delle linee e capire quali sono gli interventi che le società dell’energia devono attuare. Se 56 centimetri di neve causano un danno simile bisogna farsi delle domande».

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