Pd al voto per le primarie e scoppia il caso manifesti
Canossa: la lista civica punta il dito sul simbolo del Comune nei volantini Domani alle urne per scegliere tra l’assessore Bolondi e il consigliere Grassi
CANOSSA. È tempo di primarie, a Canossa. Domani, dalle 8 alle 20, si vota nei due seggi allestiti nella sala del consiglio comunale e nella sede della Pro loco di Trinità (al campo sportivo) per scegliere il candidato sindaco del centrosinistra. A sfidarsi saranno Luca Bolondi (46 anni, sposato con due figli, impiegato alla Camera del lavoro e assessore alle Politiche sociali dell’attuale giunta) e Marco Grassi (35 anni, tecnico informatico, assessore alla Cultura fino al 2010 e attualmente consigliere comunale del Pd).
«Entrambi abbiamo affrontato la campagna elettorale con molta correttezza – affermano i due candidati – Ognuno ha le sue idee, ma quello che ci accomuna è la passione per la politica e la voglia di fare qualcosa di buono per il nostro paese».
Luca Bolondi – che si è candidato per «portare avanti quanto fatto finora in giunta e cercare di fare qualcosa in più per la comunità» – ha ben chiaro che, se dovesse essere il nuovo sindaco di Canossa, si concentrerebbe da subito su sicurezza, viabilità, sviluppo del territorio e turismo.
«Per quanto riguarda l’aumento della sicurezza stiamo già lavorando – spiega – ma dovremo attivare telecamere più innovative, per aiutare le forze dell’ordine». Sul tema del turismo afferma: «Facciamo già parte del tavolo tecnico per la valorizzazione della Val Tassobbio insieme ai Comuni di Casina, Vetto, Castelnovo Monti e Carpineti: dovremmo prendere spunto da questo progetto e continuare a cercare fondi per valorizzare al meglio le nostre bellezze».
Anche Marco Grassi ha fatto del turismo, insieme al lavoro, uno dei suoi cavalli di battaglia: «Investire sul turismo significa fare in modo che tutto il territorio sia orientato al cittadino e al turista. Dobbiamo fare sistema tra le varie risorse che abbiamo: storia, cultura, settore produttivo, artigianato, sport, enogastronomia, percorsi naturalistici. Gli investimenti a spot servono solo per un evento, ma non lasciano nulla al territorio».
Grassi – che non si sarebbe mai presentato come candidato sindaco se il direttivo del Pd di Canossa non avesse deciso di organizzare le primarie – crede che la politica debba diventare più partecipata. «Senza il supporto e la partecipazione della gente non si può fare niente. Aumentare la partecipazione, soprattutto nel capoluogo, è la mia priorità: dobbiamo fare in modo che il cittadino prenda parte alle problematiche che ci sono. Ho proposto di organizzare incontri pubblici ogni sei mesi, per fare il punto su quanto realizzato dall’amministrazione; di pubblicare il bilancio su Internet e di dare vita a commissioni consiliari formate da cittadini che vogliono dare il proprio contributo su tematiche specifiche».
Intanto il gruppo “Da Canossa per Canossa” solleva accese polemiche («Al contrario di quanto sbandierato – si legge in una nota dei consiglieri – non si tratta di primarie di una coalizione ma di primarie del Pd. E la cosa più grave è che, in tutto il materiale pubblicitario utilizzato, appare ben in evidenza lo stemma del Comune di Canossa, che dovrebbe rappresentare tutti i cittadini e non solo il Pd»).
Il gruppo prende contromisure per sottolineare le «scorrettezze» della campagna elettorale: «Per tale vicenda – scrivono i consiglieri – abbiamo inviato una segnalazione al prefetto, al segretario comunale e al sindaco».
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