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PRESENTATO IL PROGETTO

“Facciamo Centro” disegna la Reggiolo del futuro

“Facciamo Centro” disegna la Reggiolo del futuro

REGGIOLO. Primi passi del progetto “Facciamo Centro” per ripensare Reggiolo. Ieri mattina, nella tensostruttura di piazza Martiri, il sindaco Roberto Angeli ha presentato gli “attori” che insieme ai...

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REGGIOLO. Primi passi del progetto “Facciamo Centro” per ripensare Reggiolo. Ieri mattina, nella tensostruttura di piazza Martiri, il sindaco Roberto Angeli ha presentato gli “attori” che insieme ai cittadini, imprenditori, agricoltori, associazioni e commercianti contribuiranno, entro i prossimi quattro mesi, a redigere un documento finale sul futuro di Reggiolo dal punto di vista urbanistico, economico, sociale e di qualità della vita che dovrà essere presentato all’amministrazione comunale.

All’incontro, oltre al sindaco, erano presenti Maria Luisa Oliverio assessore alle Attività produttive, Andrea Arnone di Anteas Bologna, Carlo Perboni e Adelmina Dall’Acqua tecnici del Politecnico di Milano. Seduti tra il pubblico c’erano anche Corrado Cacciani, Andrea Oliva e Matteo Dondè per altre specificità di carattere tecnico, urbanistico e viabilistico.

Il sindaco ha illustrato tempi, modi e finalità del progetto. Arnone ha detto che si tratta «di un’occasione di lavoro per fare comunità attraverso un percorso che dal “Tavolo di negoziazione” passerà ad alcuni incontri con il mondo della scuola per arrivare ai “workcafè” ed “open space” con i cittadini impegnati in momenti di confronto».

Per Adelmina Dall’Acqua, che si occupa di pianificazione urbanistica e commerciale: «Dove c’è commercio c’è vita. Questo è il momento in cui tutti possono esprimere le proprie idee in libertà per poi organizzarle e inserirle in un processo di crescita e di confronto per realizzare i vari progetti».

Per Carlo Perboni «è arrivato il momento del fare. L’opinione del non fare non è più praticabile. Nessuno potrà accampare scuse. I cittadini non sono solo chiamati a dire cosa non si vuole, come accade quando le amministrazioni presentano piani urbanistici e danno 60 giorni di tempo per le osservazioni. Qui c’è la possibilità di invertire questa tendenza. E tutti saranno messi alla prova». (m.p.)

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