«Le Frecce fermano solo a Reggio»
Tutino è categorico: no alla sosta a Parma, Modena e Piacenza
REGGIO EMILIA. Reggio non chiude la porta ai «cugini» di oltre Enza di Parma e Piacenza. Ma sui collegamenti ferroviari in vista di Expo non è disposta a cedere nulla sul ruolo della stazione Mediopadana. A stretto giro di posta dalla conferenza dell’altra mattina, in cui gli enti locali e le associazioni industriali parmigiane e piacentine hanno chiesto a Trenitalia fermate dei treni Frecciarossa anche nei propri territori, l'assessore comunale alla mobilità di Reggio, Mirko Tutino, commenta su Facebook: «Con le altre città una proposta di lavoro si può fare, se si superano i campanili. Ad esempio aumentare i Frecciabianca sulla linea storica, lavorare su servizi (bus) per collegare la linea storica alla stazione Mediopadana o le altre città».
Per quanto riguarda le fermate dei treni, Tutino precisa: «I raccordi con le città che non hanno una stazione come la nostra (Modena, Parma, Piacenza) sono nati per due principali ragioni: l'emergenza ed il futuribile uso per le merci. Non sono quindi raccordi adatti ad un uso ordinario e tra tempi di percorrenza e di precedenza: il risultato sarebbe quello di rallentare di 15-20 minuti (a fermata) il treno. Oltre a generare un intasamento sulle linee locali ed un rallentamento complessivo di tutta l'utenza provienente da sud».
«Purtroppo - conclude Tutino - esiste ancora chi vuole una piccola infrastruttura in ogni città senza comprendere che è antieconomico e privo di logica, se si vuole pensare una mobilità intelligente.
Molto più tranchant è invece, sempre sul social network, l'ex assessore alla mobilità Paolo Gandolfi. «Si sono svegliati tardi», commenta.
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