Gazzetta di Reggio

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Palmo Vertinelli si consegna ai carabinieri

di Evaristo Sparvieri
Palmo Vertinelli si consegna ai carabinieri

Latitante dal 28 gennaio, è considerato la forza economica di Grande Aracri. Il 21 gennaio il blitz della Finanza

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REGGIO EMILIA. Non si sarebbe allontanato dall’Emilia. E il 28 gennaio scorso, giorno del mancato arresto nella sua casa di Montecchio, sarebbe stato di ritorno da Roma, dove aveva incontrato un consulente per mettere a punto la strategia difensiva contro il provvedimento di sequestro disposto il 20 gennaio dalla Guardia di Finanza di Reggio, quando nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal pm Maria Rita Pantani sono stati messi i sigilli a beni mobili e immobili per un valore di dieci milioni di euro.

Palmo Vertinelli, il 54enne imprenditore di origine cutrese, latitante nell’operazione Aemilia della Dda contro la ‘Ndrangheta, si è costituito ieri mattina presentandosi ai carabinieri di Bologna. Accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso e considerato «la forza economica» di Nicolino Grande Aracri in Emilia, per lui il gip Alberto Ziroldi, aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare cui era sfuggito il 28 gennaio. Secondo gli inquirenti, l’imprenditore in ragione della vicinanza alla cosca «era in grado di aggiudicarsi appalti nel settore dell'edilizia» e, di conseguenza, corrispondeva a Grande Aracri una parte dei suoi proventi, aiutandolo a sostenere le spese degli avvocati.

Vertinelli si è presentato alle forze dell’ordine accompagnato dai suoi legali, gli avvocati Gaetano Pecorella e Alessio Fornaciari, ed è stato accompagnato al carcere bolognese della Dozza in attesa del Riesame. L’udienza era in programma ieri pomeriggio, quando è stato ascoltato dal pm Marco Mescolini. Al magistrato Vertinelli ha rilasciato alcune dichiarazioni spontanee.

«Vertinelli ha preso la decisione di costituirsi subito dopo aver saputo del provvedimento – spiega l’avvocato Pecorella – abbiamo fatto presente al Pm che voleva essere ascoltato e abbiamo atteso che lo stesso Pm fosse disponile».

Secondo quanto riferisce l’avvocato, Vertinelli avrebbe detto al magistrato di essere «un imprenditore vessato piuttosto che partecipe al sodalizio: già aveva vissuto due anni di custodia cautelare agli inizi del 2000, salvo poi essere assolto. Tutto portava a ritenerlo vittima di estorsione».

Il riferimento è all’operazione Scacco Matto, conclusa con la condanna di Nicolino Grande Aracri e altri affiliati nel 2006. Ma dove è stato Vertinelli in questi diciotto giorni di latitanza? «Chiuso in casa - risponde Pecorella – Escludo che sia andato in Calabria e che abbia avuto rapporti con chiunque». Linea sostenuta anche dall’altro legale, Alessio Fornaciari, che sta predisponendo la difesa sui beni sequestrati. In totale, 38 appartamenti, terreni, autorimesse, magazzini, negozi, auto, società e una pizzeria.

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