“Piazza Grande”, un anno di solidarietà
Festeggiato ieri in piazza Fontanili il primo compleanno reggiano del mensile dei senza fissa dimora
REGGIO EMILIA. Un bilancio del primo anno di attività con l'obiettivo di portare più a fondo nel territorio reggiano le radici del progetto. Così Piazza Grande, il mensile dei senza fissa dimora, ha festeggiato ieri mattina in piazza Fontanesi il suo primo compleanno reggiano.
Nel cuore del mercato contadino che ogni settimana anima la splendida piazza del centro, organizzatori, collaboratori, diffusori e numerosi cittadini hanno voluto festeggiare assieme questo importante traguardo, con l'obiettivo di crescere e di ampliare ancora la diffusione e la conoscenza del giornale di strada nei prossimi mesi. All'appuntamento hanno preso parte anche i presidenti della associazioni sostenitrici e diversi rappresentanti del Comune. Mascotte ufficiale della giornata sono stati gli asini di Massimo Montanari, protagonista dell'ultimo numero del mensile, che con il loro carico di giornali hanno fatto colpo su tanti cittadini, soprattutto tra i più piccoli.
«L'idea di Piazza Grande Reggio è nata un po' prima di un anno fa - ha raccontato Matteo Iori, presidente dell'associazione Papa Giovanni XXIII, che assieme a DarVoce e a Piazza Grande Bologna sostengono e accompagnano il progetto reggiano - quando ci siamo chiesti se anche a Reggio sarebbe stata possibile portare questo progetto: ora possiamo dire che questo giornale ha contribuito a dare non solo un messo di guadagno e sostentamento, ma una dignità a chi non ha reddito e vive per strada». Liviana Iotti, direttore editoriale di Piazza Grande Reggio, ha voluto ringraziare le associazioni i collaboratori, che attraverso il loro lavoro di volontariato sostengono la pubblicazione e assistono i diffusori nel loro lavoro quotidianamente. Il direttore di Dar Voce, Lucia Piacentini, ha sottolineato come sia «il volontariato la base del progetto di Piazza Grande. C'è bisogno dell'aiuto dei volontari attivi e di nuovi, per raccogliere storie, scrivere gli articoli pubblicati sul mensile e aiutare i diffusori, organizzando eventi e iniziative per promuovere il giornale».
I diffusori, uomini e donne senza dimora, sono il cuore del progetto. E proprio uno dei diffusori ieri mattina era presente per festeggiare il primo anno del progetto, a testimonianza dello stretto rapporto umano che la "famiglia" di Piazza Grande ha costruito. Molti altri diffusori, per timidezza, si sono voluti tenere in disparte. «Al momento il progetto non riesce a reggersi da solo economicamente - ha ricordato Matteo Iori - c'è ancora tanto lavoro da fare per aumentare il numero di copie vendute e della partecipazione dei cittadini».
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