Gazzetta di Reggio

Reggio

Bagnolo non dimentica gli eccidi

di Vittorio Ariosi
Bagnolo non dimentica gli eccidi

Commemorate le vittime delle stragi nazifasciste del Torrazzo e di San Michele

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BAGNOLO. Come avviene ogni anno da settant'anni a questa parte, anche ieri, nella ricorrenza dagli eccidi del Torrazzo e di San Michele, i bagnolesi si sono ritrovati, in tanti, per sottolineare ancora una volta l'importanza di non dimenticare e per onorare la memoria di chi, in tempi tragici, ha dato la vita per la libertà.

La manifestazione ha visto come sempre la deposizione di una corona di fiori al monumento ai caduti di San Michele, il corteo per la vie del paese e l'omaggio alla lapide dei caduti del Torrazzo. Presenti alla manifestazione anche numerosi sindaci e i gonfaloni di molti Comuni limitrofi.

In piazza Garibaldi sono intervenuti la sindaca di Bagnolo Paola Casali; il presidente dell’amministrazione provinciale, Gianmaria Manghi; Manlio Castellini del Comitato unitario della Resistenza della Spezia; il presidente dell’Anpi di Reggio Emilia, Giacomo Notari.

Di forte impatto emotivo la pièce della compagnia teatrale MaMiMò: “Torrazzo 1945: 70 anni di Resistenza”.

La sindaca bagnolese, in particolare, ha ricordato che, sia pure in un contesto diverso, anche la lotta alla mafia è Resistenza, e ha preannunciato la prossima realizzazione di un monumento ai martiri del Torrazzo, progettato in modo partecipato, coinvolgendo i cittadini e la scuola.

L'eccidio del Torrazzo è maturato mentre nel Reggiano, a poco più di due mesi dalla Liberazione, imperversava e si faceva sempre più feroce la repressione fascista e nazista contro i partigiani e contro la popolazione, in gran parte e da sempre antifascista.

Bagnolo in particolare, nel ventennio avevano pagato la sua irriducibile avversione alla dittatura fascista con 8 morti e 73 anni di prigione e di confino. I fascisti locali lo sapevano bene di essere isolati e non amati, e da tempo andavano manifestando il desiderio di “dare una lezione” ai bagnolesi. In tempi di attentati e di feroci rappresaglie, non ebbero difficoltà a prendere a pretesto l'uccisione, in una località vicina, di due bersaglieri; non si è mai saputo bene da parte di chi. Nelle prime ore del mattino del 14 febbraio una squadra di brigatisti neri prelevò dalle loro case 10 bagnolesi, compreso il commissario prefettizio che si era rifiutato di fornire loro la lista delle persone da arrestare. Dapprima li raccolsero nella casa del fascio e, verso le 9, li massacrarono a colpi di mitra contro il muro del Torrazzo. Dopo i colpi di grazia, i brigatisti ritornarono cantando verso Reggio Emilia. Ammucchiati sulla neve insanguinata rimasero i corpi di Evres Lazzaretti, Emilio Mattioli, Otello e Oreste Gibertoni, Imerio Tondelli, Licinio Tedeschi, Aristide Carboni, Primo Malaguti, Arnaldo Storchi, Carlo Formentini; il più giovane aveva 22 anni, il più anziano 67. Ma l'orrore non era ancora finito. A seguito di un attentato partigiano, il 3 marzo furono assassinati nove ostaggi, prelevati dal carcere di Reggio, nei pressi del cimitero di San Michele. Il senso delle celebrazioni è duplice: onorare chi ha dato la vita nella lotta contro l'orrore nazifascista e ricordare anche ai distratti quanto sangue e quante lacrime è costata la riconquista delle libertà e della democrazia.

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