Fism: «La strada obbligata è accorpare»
Anche le scuole cattoliche puntano sulla gestione oculata e sulla razionalizzazione della spesa
REGGIO EMILIA. Il calo delle iscrizioni riguarda allo stesso modo le scuole cattoliche aderenti alla Fism. Il progetto educativo è diverso, ma la denatalità e la crisi economica hanno per loro conseguenze altrettanto negative. Nella nostra provincia aderiscono alla Fism 79 scuole materne con 5.617 bambini da 3 a 6 anni e 37 nidi "Primavera" con 635 bambini da 0 a 3 anni. Gli stranieri sono il dieci per cento. Le insegnanti sono in tutto circa seicento, inquadrate secondo un contratto specifico. Il quadro del prossimo anno scolastico sarà certamente ridimensionato.
«Faremo una previsione esatta - riferisce Luca Iemmi, presidente regionale della Fism e responsabile della scuola Bambino Gesù di Guastalla - quando avremo terminato di raccogliere le iscrizioni nelle prossime settimane. La prima causa della loro diminuzione è il calo delle nascite, che nel 2013 s'è aggirato sul tre o quattro per cento, comprendendo anche il mancato afflusso di bambini nati all'estero o in altre province. La seconda causa è la crisi economica, che diminuisce i redditi familiari e aumenta il numero delle madri disoccupate non interessate ai servizi educativi».
Il pericolo è che alcune scuole siano chiuse o riaccorpate, venendo a mancare il numero minimo delle rette d'iscrizione necessarie per coprire le spese di gestione.
«Non possiamo contare - spiega Iemmi - sui contributi ministeriali, poichè dobbiamo ancora incassare il saldo del 2013-2014. Nè vogliamo peggiorare la qualità del servizio, che si basa su più d'un'insegnante, spesso due, per ogni sezione. Tanto meno, in questa situazione economica, si possono aumentare le rette. Quindi non restano che la gestione oculata e la razionalizzazione della spesa».
La strada obbligata è, quindi, l'unione delle forze, a cui si oppone la tradizionale autonomia delle singole parrocchie: «Guardo con interesse - dice Iemmi - all'esempio dell'Azienda Bassa Reggiana che gestisce le scuole di sei comuni. Anche la Fism potrebbe unificare per più scuole i servizi di segreteria e le cucine. E' meglio che i bambini consumino pasti preparati all'interno, ma un'unica cucina potrebbe essere utilizzata nell'ambito dello stesso comune».
Intanto le scuole cattoliche rischiano di perdere i migliori insegnanti con l'assunzione in ruolo di 140mila precari prevista dal governo Renzi. «Si pensa - riferisce Iemmi - che ce ne siano 40mila delle scuole materne. L'ufficio scolastico regionale non ci ha ancora detto quanti passeranno sotto lo stato».
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