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Regione Piemonte Coopsette nei guai per la torre Fuksas

REGGIO EMILIA. Si procede per turbativa d'asta e corruzione. È c’è anche il reggiano Carmelo Ballachino,geometra Coopsette, fra i sei indagati nell’inchiesta della Procura di Torino sulla costruzione...

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REGGIO EMILIA. Si procede per turbativa d'asta e corruzione. È c’è anche il reggiano Carmelo Ballachino,geometra Coopsette, fra i sei indagati nell’inchiesta della Procura di Torino sulla costruzione del Palazzo della Regione Piemonte, opera dell’archistar Massimiliano Fuksas. Proprio Fuksas – completamente estraneo all’inchiesta – consegnò i disegni nel 2007, ma negli anni successivi, in diverse occasioni, si lamentò per come stava crescendo la sua creatura.

La tesi degli inquirenti è che la «variante migliorativa» sia stata concordata con i costruttori del consorzio Coopsette per fare in modo che alcuni lavori venissero affidati alla ditta di Ezio Enrietti, già presidente della Regione fra il 1980 e il 1983 e ora impresario edile, marito di una dirigente regionale Maria Grazia Ferreri (entrambi indagati). Modifiche scolpite in un documento del 23 dicembre 2013, la «determina 110», ma decise - sempre secondo gli investigatori - con larghissimo anticipo. Si trattava, come è scritto, di «migliorare alcuni aspetti» relativi al sistema strutturale, alle facciate, alle fondamenta. In questo modo era possibile risparmiare 13 mila euro (su un totale di duecento milioni) e un paio di mesi sui tempi di consegna. Fra le persone sfilate davanti a magistrati e finanzieri figurano Attilio Bastianini (testimone), parlamentare Pli ai tempi della Prima Repubblica, fondatore di uno studio di ingegneri che si è occupato di alcuni aspetti del grattacielo; poi, per sei ore, il direttore dei lavori, Carlo Savasta, uno dei sei indagati.

«Il mio assistito - spiega il difensore, Roberto Piacentino - ha rivendicato la correttezza formale e sostanziale delle procedure e dei lavori di adeguamento tecnico. Tutto è stato fatto nell'interesse dell'ente Regione».

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