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«I cittadini sono stati abbandonati a loro stessi»

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REGGIO EMILIA. Tutta colpa della neve eccezionalmente bagnata. Talmente bagnata da aver creato dei manicotti ghiacciati intorno ai fili di peso tredici volte superiori al peso in base ai quali...

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REGGIO EMILIA. Tutta colpa della neve eccezionalmente bagnata. Talmente bagnata da aver creato dei manicotti ghiacciati intorno ai fili di peso tredici volte superiori al peso in base ai quali vengono progettati e realizzati gli elettrodotti.

Il fenomeno definito “icing” (glassa) è un killer, è stato spiegato, è il responsabile del maggior numero di black out nel mondo e che è molto difficile combattere. Insomma per Terna che gestisce la rete di alta e media tensione ed Enel che gestisce quella a bassa tensione, si è trattato di un evento eccezionale che ha causato il black out che ha colpito oltre 210 mila utenze dell’Enel (pari a circa 500mila abitanti) concentrati in gran parte nelle province di Reggio e Modena, nell’Appennino bolognese e in parte della Romagna. A cui si sono aggiunto i problemi (molto minori) in provincia di Parma (per la rete gestita di Iren) e nell’imolese nel modenese (gestita da Hera) che hanno risolto i problemi in meno tempo e con un numero delle utenze disattivate molto inferiore, così come Terna che ha sottolineato «di aver riattivato in sei ore tutta la sua rete». L’audizione ieri in Commissione regionale Ambiente e Territorio dei vertici delle aziende fornitrici di servizi: Terna, Enel, Iren e Hera (e trasmessa in streaming anche sul nostro sito) ha messo sul banco degli imputati Enel. Secondo i dati Enel infine delle oltre 210 mila utenze fuori servizio, il 50% è stato riattivato in sei ore e già domenica 8 febbraio risultavano ancora disattivate 7.500 utenze mentre solo martedì 10 il servizio era stato normalizzato. Insomma se sulle cause del black out che ha messo in ginocchio metà regione, sono stati tutti concordi, è stata sulla gestione dell’emergenza che i conti non sono tornati e su Enel sono piovute le critiche dei consiglieri regionali. Dai reggiani Silvia Prodi e Roberta Mori del Pd e Yuri Torri di Sel che hanno affrontato i diversi aspetti del black - out elettrico. Dalla manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti, (compresa la potatura degli alberi al di sotto e a lato degli elettrodotti), al piano investimenti per rafforzare la rete attuale, alla comunicazione tra azienda e Protezione civile e sindaci, ai rimborsi. In particolare Silvia Prodi ha sottolineato come in Francia sia stato avviato un piano per sostituire i conduttori in alluminio con quelli in acciaio e sottolineando come gli elettrodotti sul crinale più esposti abbiano resistito meglio rispetto a quelli in pianura. Così come assieme a Yuri Torri e Roberta Mori ha denunciato le carenze di comunicazione, con il Prefetto di Reggio che per mettersi in contatto con l’Enel ha dovuto utilizzare il numero verde. Roberta Mori ha anche chiesto che la commissione possa avere accesso ai dati reElativi alle chiamate e ai registri di esercizio per capire quanto accaduto.

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