"Con Erika se n'è andata una parte di me"
Daniele Franci, regista del Centro teatrale Etoile, ricorda la presidente di Andos, morta a 33 anni: "Ha recitato fino all'ultimo, con il gruppo che avevamo fondato insieme". Folla e tanta commozione ai funerali
REGGIO EMILIA. «Se n’è andata una parte di me. E qualcosa si è spento». Così Daniele Franci, direttore artistico e regista della Centro teatrale europeo Etoile, il giorno dopo la scomparsa a 33 anni di Erika Gallinari. Perché Erika non era solo la coraggiosa e instancabile fondatrice e presidente di Andos (l’associazione delle donne operate al seno). Ma con Franci aveva fondato quella compagnia teatrale nella quale ha recitato fino a un anno fa, ancora una volta sfidando fantasmi e paure. «Erika - dice commosso Daniele Franci in cerca di parole oggi più che mai difficili da trovare - è l’esempio di come una persona normale possa fare cose eccezionali».
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Oggi _ nel giorno in cui, nella chiesa di Sant'Anselmo, sono stati celebrati i funerali _ il Centro teatrale resterà chiuso. Tutte le attività sono sospese. Per l’intera giornata. «Perché ci sono momenti in cui bisogna fare tacere tutto».
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Si erano incontrati sui banchi dell’Istituto Galvani, a un corso di teatro, Daniele ed Erika. Lui professore e lei allieva, anche se a dividerli sono solo quattro anni. «Erika - ricorda Franci - è sempre stata una persona con una grande voglia di vivere, di fare, di conoscere. Recitare le dava la possibilità di esprimere questa sua ricchezza interiore, e di comunicarla agli altri. Il Centro teatrale l’ho fondato con lei e con altri tre amici... Da qui il nome Etoile, la stella a cinque punte».
Erika si era allontanata dal Centro Teatrale giusto il tempo di trovare un lavoro (insegnava alle scuole materne) e di sposarsi. Era ancora incinta, quando è tornata a recitare. Il palcoscenico e il teatro erano la sua dimensione.
«E quando ha saputo di essere malata - continua Franci ripercorrendo le tappe di una vita troppo breve - dopo un primo momento in cui aveva deciso di non sottoporsi alla chemio, aveva sfoderato un coraggio e una forza impensabile. Solo un anno fa, quando stava già molto male, ha voluto partecipare al “Processo” andato in scena in teatro a Novellara. Noi avevamo pronto un secondo cast... ma la parte è sempre stata sua». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10871984:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/02/15/news/e-morta-a-33-anni-erika-gallinari-presidente-di-andos-1.10871984]]
Daniele Franci ha preso parte anche a quella grande avventura dalla quale è nata l’associazione Andos: «Erika diceva che non dobbiamo solo vivere il dolore. E mi parlava di questo suo progetto, dell’associazione... Io non ero d’accordo. Mi immaginavo un luogo dove si piangeva sulla propria malattia, ci si raccontava il proprio dolore. Ma Erika parlava di qualcosa di diverso e ben più concreto. Parlava di posto dove le donne, pur colpite da un male terribile, potessero incontrarsi per fare altro. Ho quindi deciso di ospitare la “sua” associazione al Borgo delle Querce, nel cuore del Centro teatrale Etoile. E ho visto nascere dal nulla un’attività frenetica fatta di corsi di trucco piuttosto che di pittura o di iniziative benefiche. Per andare oltre il dolore verso una nuova consapevolezza».
E Franci non può dimenticare il suo ultimo incontro “pubblico” con Erika: «Era il 13 dicembre scorso e abbiamo organizzato un mercatino di Natale. Stava molto male ma non è voluto mancare. E’ arrivata con la figlia, 2 anni appena, se la portava sempre con sè. Voleva che la sua vita fosse normale».
E lo è stata fino a quando ha potuto. «Ora provo una grande rabbia - dice con un filo di voce Franci - perché ho perso una grande amica ancora prima che una collega e un’attrice di talento. E perché morire a 33 anni non è nella natura delle cose».
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