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Messe in salvo le opere d’arte dell’Eremo

Messe in salvo le opere d’arte dell’Eremo

I vigili del fuoco, accompagnati da don Edo, entrano nell’abbazia minacciata dalla storica rupe

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CASTELNOVO MONTI. Mentre era in corso in Comune a Castelnovo un incontro tra l’amministrazione comunale e i tecnici dell’Università di Modena e Reggio, che stanno analizzando la situazione della Pietra di Bismantova, all’Eremo si è svolta una “evacuazione” di sicurezza che ha sicuramente un significato molto forte per le centinaia di devoti che hanno particolarmente a cuore questo “luogo dello spirito”.

I vigili del fuoco di Castelnovo Monti e di Reggio, con le indicazioni di don Edo Cabassi e don Evangelista Margini, hanno infatti provveduto a trasferire dalla chiesa sotto la rupe, sfiorata da macigni del peso di centinaia di tonnellate nella giornata di venerdì, tutte le suppellettili di pregio e le opere d’arte mobili.

Compreso il dipinto della Madonna di Bismantova, l’immagine alla quale nel corso dei secoli si è sempre rivolta la devozione popolare, con processioni che, fino a 50 anni fa, richiamavano centinaia, quando non migliaia di persone da tutti i paesi del circondario.

Una immagine che infatti si ritiene miracolosa: sono moltissimi gli “ex voto” dedicati alla Madonna di Bismantova che fino alla presenza dei Benedettini (che hanno custodito l’eremo fino alla fine degli anni ’90), erano esposti in locali attigui alla chiesa: tra i più “memorabili” quello che raffigurava il ribaltamento della corriera a cavalli che percorreva la tratta tra Reggio Emilia e Castelnovo Monti, e che avvenne ai primi del ’900 lungo le curve tra Marola e Migliara: nessuno, in quel terribile incidente, rimase ucciso o gravemente ferito.

Ma erano tantissimi i piccoli dipinti che raffiguravano guarigioni o grazie di vario tipo. La storia di questo dipinto è ripresa anche nel libro “Castelnovo Monti”, opera storica di don Francesco Milani che parla ampiamente di Bismantova.

«La devozione alla Madonna sottostante al masso a sud della Pietra – raccontava don Milani – ha origini antichissime risalenti almeno al medioevo. Una vasta caverna dalla parte di mezzogiorno della rupe, durante le invasioni barbariche e le guerre tra fazioni, fu spesso utilizzata come rifugio ed è facile pensare che tra le folle nascoste in quell’antro, tremanti di paura, sorgesse l’idea di chiedere aiuto e protezione alla Madonna. In epoca imprecisata, nell’antro presero poi dimora alcuni eremiti che vi iniziarono opere murarie, dipingendovi figure sacre, tra cui una Madonna con Bambino».

Poi la cappella venne rifatta più volte, come riporta lo stesso don Milani, la prima delle quali nel primo ventennio del XVII secolo. Dal 1623 si stabilirono in loco due eremiti, e don Milani spiega che in questa fase l’immagine della Madonna con Bambino «non era più un affresco, ma un quadro, forse quello di oggigiorno».

Un quadro che ora, insieme agli altri oggetti sacri, troverà rifugio presso la parrocchia di Cagnola, come ha trovato ospitalità anche don Edo. Tutti sperano che sia una soluzione temporanea, e che la Madonna con Bambino possa tornare presto sotto le pareti di Bismantova. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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