Gazzetta di Reggio

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Un cadavere nel Po, mistero sull’identità

di Andrea Vaccari
Un cadavere nel Po, mistero sull’identità

Boretto: il corpo in decomposizione è stato avvistato da un operaio e recuperato dai vigili del fuoco. Nessun documento

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BORETTO. E’ mistero sull’identità di un cadavere ritrovato nel fiume Po ieri mattina, nei pressi della cava della Bacchi Spa. Quando erano da poco passate le 7 di ieri mattina un operaio del luogo, il 55enne Lorenzo Lugli, stava navigando a bordo di un’imbarcazione della ditta quando ha notato qualcosa di sospetto incagliato tra due barche. Attirato da quello che sembrava un paio di jeans e da una cintura, è sceso per controllare meglio e, con l'ausilio di un attrezzo, ha provato ad accertarsi di cosa fosse: constatato che sembrava trattarsi di un essere umano, ha immediatamente allertato i soccorsi.

In via Argine, nel giro di pochi minuti, sono accorsi i carabinieri di Boretto e di Gualtieri, gli agenti del corpo di polizia municipale Bassa Reggiana, i vigili del fuoco e il personale del 118, per avviare le procedure di recupero del corpo.

«Ho visto da lontano qualcosa di sospetto – racconta Lugli – e mi sono avvicinato per osservare meglio. Purtroppo non è la prima volta che mi capitano esperienze simili. E’ già il quinto corpo senza vita che trovo nel fiume. Il primo è stato nel 1976, l’ultimo circa tre anni fa. Con il lavoro che faccio sono molto spesso sul fiume e a volte capitano anche di questi avvenimenti spiacevoli».

Ci sono volute quasi due ore per ultimare le operazioni – avvallate dal Magistrato che ha dato il via libera per poi poter effettuare l’autopsia – rese complicate dal fatto che il cadavere si fosse incagliato tra due barche. Dopo vari tentativi, i vigili del fuoco sono riusciti a portare a terra il corpo, per poi proteggerlo con un telo bianco. I carabinieri hanno cercato, come prima cosa, di risalire all’identità della persona: si tratta di un uomo, di un’età apparentemente compresa tra i 40 e i 50 anni, che non aveva documenti con sè.

L’unico effetto personale ritrovato è stata una busta contenente un paio di occhiali da vista, mentre è stata smentita la notizia che l’uomo avesse con sè anche un telefonino.

Da una prima analisi, sembra che il corpo si trovasse in acqua da diversi giorni (una settimana circa) e che non avesse segni di violenza. Ma non è possibile stabilire dove e come sia finito in acqua.

La corrente del fiume è infatti piuttosto forte e il corpo potrebbe aver percorso anche un centinaio di chilometri prima di incagliarsi nei pressi della cava borettese. Visto l’avanzato stato di decomposizione del corpo, gli inquirenti non hanno potuto nemmeno prendere le impronte digitali: al termine delle operazioni il corpo è stato trasportato all'istituto di medicina legale di Modena, dove nei prossimi giorni si svolgerà l’autopsia. Per riuscire a sapere di più sull’identità, i carabinieri proveranno a consultare l’elenco delle persone scomparse anche se al momento, in zona, non risultano segnalazioni corrispondenti.

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