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Abusi su una bimba, indagato il padre

di Tiziano Soresina
Abusi su una bimba, indagato il padre

L’artigiano sorpreso da un’amica di famiglia nella camera dell’undicenne. Nei guai pure per atti pedofili su un’altra minore

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GATTATICO. Da quattro mesi una famiglia – a Gattatico – è finita in un tunnel scabroso da cui non sarà facile uscirne, specialmente per la figlia undicenne che ora è seguita dai servizi sociali perché su quanto le sarebbe accaduto è stata aperta un’inchiesta dal sostituto procuratore Stefania Pigozzi che coordina i delicati accertamenti dei carabinieri.

Essendo ancora in corso le indagini il condizionale è d’obbligo, inoltre non forniremo particolari che possano far individuare i “protagonisti” di questa storia a dir poco delicata e dicendo ciò non ci riferiamo solo alla figlia minorenne, ma anche all’amichetta di soli due anni più grande che pure lei accusa lo stesso uomo di abusi sessuali.

Infatti l’aspetto terribile di questa inchiesta è che le due minorenni puntano il dito sul padre dell’undicenne, cioè un artigiano sulla quarantina che nella casa familiare avrebbe compiuto atti sessuali sulle due amichette.

E c’è pure un testimone dell’episodio che ha fatto emergere approcci a dir poco torbidi fra un padre di famiglia e le due minorenni.

Quel testimone è la madre dell’amichetta che nell’ottobre scorso dice di aver sentito – sotto sera – l’undicenne che la chiamava a gran voce. Urla che venivano dalla camera da letto dell’undicenne e la donna – sempre secondo il suo racconto fatto agli inquirenti – si era precipitata in soccorso, pensando che l’amica di sua figlia fosse stata aggredita da un malvivente. In realtà, aprendo quella porta, si sarebbe trovata di fronte una scena ben diversa: l’undicenne seminuda sul letto con addosso il padre che la “insidiava” sessualmente. L’immagine-shock di un padre incestuoso e pedofilo.

L’arrivo della donna avrebbe troncato quegli abusi. La madre dell’undicenne non era in quel momento in casa, ma secondo quanto ricostruito dalle indagini sarebbe stata velocemente avvertita telefonicamente. La prima telefonata sarebbe stata della figlia che, impaurita ed allo stesso tempo agitatissima, le chiedeva aiuto, non sentendosi più sicura col padre in casa. A ruota la madre sarebbe stata contattata via telefono dall’amica che, molto scossa, la metteva al corrente di quanto ora è finito nell’inchiesta.

Ed è durante gli accertamenti disposti dalla procura che emergono altri atti pedofili (palpeggiamenti) da parte dell’artigiano ma nei confronti dell’amica tredicenne della figlia.

Da quella sconvolgente sera d’ottobre l’artigiano non vive più con la moglie e la figlia, inoltre il tribunale per i minorenni di Bologna gli ha sospeso la responsabilità genitoriale. Se le accuse venissero confermate, quest’uomo rischia una pesante condanna. E’ difeso dagli avvocati Gianluca Tirelli («Il caso è delicato, preferisco non rilasciare dichiarazioni») e Mario Germinara.

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