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Cadavere in Po, ora si indaga per omicidio

Tiziano Soresina e Andrea Vaccari
Cadavere in Po, ora si indaga per omicidio

Disposta l'autopsia per capire le cause della morte. A vuoto la ricerca nella banca-dati di "Chi l'ha visto?" sugli scomparsi

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BORETTO (REGGIO EMILIA). Un “giallo” che potrebbe nascondere un delitto. Chi indaga, infatti, al momento non può escludere la morte violenta dell’uomo trovato senza vita lunedì mattina nella cava della Bacchi spa.
Di certo il sostituto procuratore Giacomo Forte – che coordina le indagini dei carabinieri di Boretto – s’attende qualche importante “passo in avanti” dall’autopsia (quali le cause di morte?) che verrà effettuata questa mattina all’istituto di medicina legale di Modena. Agli accertamenti sofisticati del medico legale si chiedono anche le impronte e il Dna, per cercare di dare in tempi non troppo lunghi un’identità al cadavere.

Accertamenti non facili quelli relativi alle impronte, perché sul corpo era già in atto il processo di saponificazione, il che significa che è stato in acqua parecchi giorni. Anche il volto è in gran parte irriconoscibile (appare per lo più schiacciato) il che fa pensare alla spinta dell’acqua contro le due barche a cui il cadavere è rimasto incagliato.

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Si tratterebbe di un europeo (tecnicamente si fa riferimento all’etnia caucasica, perché al momento questo è l’unico dato certo in mano agli inquirenti), d’età sui 40-50 anni, vestito in modo comodo o da lavoro (indossava dei jeans, allacciati con una cintura, ed un maglione) ed aveva con sè una busta contenente un paio di occhiali da vista. Nessuno sinora si è fatto avanti per capire se quel corpo possa essere di un familiare scomparso, inoltre non ha dato risultati nemmeno l’aver consultato la banca-dati del programma di Rai3 “Chi l’ha visto?” In procura è stato al momento aperto un fascicolo con l’omicidio colposo come ipotesi di reato, ma che possa trattarsi di una tragedia legata ad un’accidentale caduta in acqua da una riva del fiume o da uno scafo non viene considerata la pista privilegiata.

Omicidio o suicidio gli “sbocchi” ritenuti più probabili di quest’inchiesta che si configura comunque non facile. «Ho visto da lontano qualcosa di sospetto – ha raccontato alla Gazzetta il 55enne Lorenzo Lugli, operaio della ditta borettese nella cui cava è stata fatta la macabra scoperta – e mi sono avvicinato per osservare meglio. Purtroppo non è la prima volta che mi capitano esperienze simili. E' già il quinto corpo senza vita che trovo nel fiume. Il primo è stato nel 1976, l'ultimo circa tre anni fa. Con il lavoro che faccio sono molto spesso sul fiume e a volte capitano anche di questi avvenimenti spiacevoli».

Fra l’altro Lugli non transitava con l’imbarcazione da quel punto del fiume Po dal 7 febbraio scorso, il che combacia col fatto che il cadavere potrebbe essere rimasto in quelle gelide acque davvero per un lungo periodo senza essere notato da nessuno.
 

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