Gazzetta di Reggio

Reggio

Cantiere fermo, il Comune lo sgombera

di Massimo Sesena
Cantiere fermo, il Comune lo sgombera

L’imprenditore ha trovato l’area chiusa e a sua volta ha bloccato i lucchetti messi dall’ente locale con altre catene

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Un cantiere fermo da mesi, come per colpa della crisi del settore dell’edilizia, se ne vedono un po’ dappertutto in città. E’ quello di via Compagnoni, all’altezza del civico 55, dove dovrebbero sorgere appartamenti in regime di edilizia agevolata, voluti dal Comune per dare una risposta alla crescente emergenza abitativa, e magari anche per dare ossigeno alle imprese edili. Invero, in via Compagnoni sta accadendo qualcosa di diverso: è in atto un braccio di ferro. Come di ferro sono le catene e i lucchetti che ora chiudono l’area del cantiere: «Un lucchetto me lo sono trovato io, che mi chiudeva l’ingresso all’area» lamenta Giuseppe Leone il titolare della ditta Lcc costruzioni, che poi però aggiunge: «Ora di lucchetti ce ne sono due, io ci ho messo il mio. E adesso vediamo: se quelli del Comune vengono e rompono il lucchetto chiamo i carabinieri».

Lucchetti a parte, è da mesi che si trascina la battaglia legale tra la Lcc e il committente dei lavori.

«I lavori - dice il dirigente del Comune David Zilioli - di quel cantiere sono fermi almeno da maggio. Ed è da maggio che noi chiediamo alla ditta spiegazioni, senza peraltro riceverne di plausibili. Per questo siamo arrivati alla determinazione di rescindere il contratto. A noi quel progetto interessa e per questo andremo avanti: bandiremo una nuova gara».

I lucchetti sono soltanto l’ultimo passaggio di questa azione intrapresa dal Comune: «Gli abbiamo intimato di liberare l’area dalle attrezzature che attualmente la occupano. Siccome la ditta non l’ha ancora fatto, lo faremo noi, nelle prossime ore».

Zilioli esclude che alla base dello stop ai lavori ci siano dei mancati pagamenti. Succede, quando c’è di mezzo il pubblico. «Non è certo il nostro caso, dice Zilioli: il contratto era da 10 milioni di euro, diviso in due tranche e prevedeva il pagamento sulla base dell’avanzamento dei lavori. E finché i lavori sono andati avanti la ditta è stata pagata. Poi però i lavori si sono fermati senza motivo».

«Non è vero che i lavori si sono fermati a maggio. Si sono rallentati - chiosa Leone - questo sì, ma anche per una serie di circostanze, come una legge che ci ha tolto le agevolazioni fiscali. Eppoi il Comune non ci ha pagato soltanto in denaro, ma voleva cederci un’area con una valutazione assolutamente fuori mercato per degli appartamenti. Noi eravamo pronti per costruire un supermercato, ma il Comune ci ha detto no. Ora siamo davanti al giudice. Vedremo cosa deciderà».

massimosesena

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google