I musei reggiani rompono il salvadanaio
In un anno ai box per le offerte sono stati devoluti 3.800 euro da parte dei visitatori. Al Tricolore appena 614,13 euro
REGGIO EMILIA. Hanno rotto il “salvadanaio”. E, per farlo, hanno deciso di spostare al 31 marzo prossimo il termine del bilancio di previsione 2015-2017. Quanto è entrato in cassa? Un totale di 3.861, 35 euro. È questa la somma che i visitatori hanno devoluto come offerta ai musei reggiani in un anno, depositata all’interno delle cassette in vetro collocate all’ingresso del Palazzo dei Musei, della Galleria Parmeggiani e del Museo del Tricolore.
Una media di poco più di dieci euro al giorno, ipotizzando 365 giorni di apertura. «L’idea di collocare una cassetta all’ingresso dei musei proviene dai musei inglesi a ingresso gratuito – spiega Elisabetta Farioli, la direttrice dei musei – Quest’anno abbiamo avuto una buona entrata, maggiore rispetto all’anno scorso. Soprattutto grazie alla nuova apertura di Palazzo San Francesco». La cifra è stata conteggiata in due diverse occasioni. Il 15 gennaio si è proceduto all’apertura del contenitore del Palazzo dei Musei, alla presenza dell’agente contabile dei Musei e della responsabile dei Servizi di accoglienza visitatori della Cooperativa Le Macchine Celibi, società affidataria dei servizi di sorveglianza. In quel caso, l’importo delle offerte è stato di 2.659,35 euro. Appena sei giorni dopo, il 21 gennaio, l’apertura dei contenitori della Galleria Parmeggiani e del Museo del Tricolore. E qui le offerte sono state decisamente più magre: appena 1.202 euro, di cui 587,87 euro alla Parmeggiani e 614,13 euro al museo del Tricolore. Ma come giudicare queste cifre? Alte o basse? Una domanda alla quale neanche Farioli sembra voler dare una risposta definitva: «È un buon segno di partecipazione - dice - e sono offerte volontarie. Rappresentano un piccolo contributo. Posso dire che quest’anno nei box ho visto fisicamente che c’erano delle pile di banconote anche da cinque euro». Ma che fine fanno questi soldi? «Rientrano nel budget del Comune», conclude Farioli. Secondo la delibera, ai fini fiscali sono da considerarsi fuori campo Iva.
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