Il “Picasso” chiude, Rivalta senza Nido
E’ stato proposto il trasferimento dei bambini al “Peter Pan”, ma i genitori vogliono portare i loro figli al “Cervi”
REGGIO EMILIA. E' deciso. L'asilo nido comunale Picasso, che ha un numero di iscritti così scarso da non coprire le spese di gestione, sarà trasferito da Rivalta alla scuola Belvedere, in via Martiri della Bettola. Questa struttura diventerà così il nido-scuola dell'infanzia a tempo parziale Picasso-Belvedere, in grado di reggersi perchè accoglie bambini da zero a cinque anni, arrivando a un totale di circa settanta. E' una soluzione che salva formalmente il Picasso, ma non soddisfa le tredici famiglie dei bimbi più piccoli, che anche l'anno prossimo frequenteranno il nido, mentre gli altri 24, avendo tre anni, potranno trovare posto sempre a Rivalta nelle due scuole materne statale e parrocchiale. Il nido di Rivalta, infatti, è a tempo pieno e i genitori hanno diritto di godere anche in futuro dello stesso servizio, esteso fino alle ore 16. Dove andranno?
«Nella riunione di lunedì - risponde Paola Cagliari, direttrice dell'istituzione Nidi e scuole dell'infanzia comunali - abbiamo indicato il nido a tempo pieno Peter Pan di via Pradarena, che ora ha una quarantina di iscritti e lo spazio per accoglierne altri». "La nostra proposta - obietta Cosetta Casotti, madre di un bimbo di Rivalta - è diversa. Vorremmo che il Picasso fosse trasferito interamente al nido Cervi di via Fucini, più vicino a Rivalta, anche per garantire la continuità educativa». Il fatto è che il Cervi ha già 70 iscritti, 43 da zero a due anni e 27 di tre anni. Rimarrebbe, a una distanza ragionevole, il nido convenzionato Linus, in via Rivoluzione d'Ottobre, che ha ora 56 iscritti, fra cui 25 di tre anni.
«Ci siamo lasciati - riferisce Paola Cagliari - con l'impegno di studiare le soluzioni possibili e rivederci entro dieci giorni per concordarne una. Le famiglie avranno tempo per prendere le loro decisioni, poichè le iscrizioni ai nidi si apriranno in aprile». A Rivalta, finora, s'è aperto il vuoto più ampio fra quelli determinati in città dal calo della popolazione infantile da zero a cinque anni, che ha perso 511 unità dal 2012 al 2014. «Il Picasso - spiega Paola Cagliari - è passato da quattro a due sezioni e non ci sono speranze di una ripresa, poichè continua il calo delle nascite. Complessivamente i nidi comunali hanno quest'anno duecento iscritti in meno, mentre le nostre scuole dell'infanzia hanno contenuto la perdita in cento bambini. Nella fascia quattro-cinque anni, infatti, la popolazione infantile è fortemente diminuita, ma è aumentata dall'86,2 all'87,2% la copertura del servizio. Per l'anno prossimo, sulla base delle iscrizioni già raccolte, prevediamo un calo di 50 iscritti».
Per ora, oltre al Picasso, non si prospettano altri accorpamenti, nonostante la contrazione diffusa un po' ovunque. «Le strutture educative della periferia - aggiunge Paola Cagliari - sono quelle che soffrono maggiormente, poichè la maggior parte dei genitori li accompagna a scuola viaggiando, al mattino, verso il centro».
Gli stessi problemi non si riflettono in maniera altrettanto pesante sulla Fism, la federazione delle scuole materne cattoliche, che riescono a reggere meglio i colpi della denatalità e della crisi grazie anche alle rette d'iscrizione più contenute: «Rispetto al 2013-2014 - riferisce la presidente provinciale Sandra Rompianesi - abbiamo registrato una sostanziale tenuta anche nelle sezioni Primavera (per bimbi da zero a tre anni). Abbiamo chiuso la scuola di Villa Minozzo, ma abbiamo aperto quella di Cavazzoli. Le iscrizioni che stiamo raccogliendo per l'anno prossimo ci fanno prevedere soltanto un calo di due o tre unità per ogni sezione Primavera e una stabilità nelle scuole materne».
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