«La Pietra deve tornare fruibile»
Castelnovo Monti: per Giovanelli, presidente del parco, servono precauzioni
CASTELNOVO MONTI. «Le due esigenze fondamentali sono alzare il livello di attenzione di chi frequenta la Pietra, e nel contempo riaprire presto l’accesso». E’ questa la linea del Parco nazionale, espressa dal Presidente Fausto Giovanelli che, a distanza di qualche giorno, parla del crollo avvenuto alla Pietra di Bismantova. Afferma Giovanelli: «Il crollo dalle pareti del 13 febbraio è un fatto molto serio. Non lascia le cose come prima. Impone di alzare la soglia delle precauzioni sia per l’entità del distacco e il rischio gravissimo che si è concretizzato, sia per il luogo, assolutamente il più importante, il più rappresentativo e più frequentato, sia perché segue “altri crolli” registrati nelle aree circostanti in tempi molto recenti (in particolare l’altra cospicua frana del 2012 nella zona della Ferrata degli Alpini, ndr). Questa contiguità temporale e spaziale se di per sé non “certifica” nulla, comunque segnala ulteriormente un dovere di approfondimento e monitoraggio più elevati e di prudenza nella gestione del rischio».
«La Pietra deve ritornare al più presto aperta e fruibile. L’obiettivo – prosegue Giovanelli – di innalzare la soglia di precauzione va misurato e valutato in relazione al valore culturale e spirituale, al valore identitario e al valore d’uso della Pietra, ora patrimonio del Parco. Mentre vanno circoscritte subito l’area e le modalità delle indispensabili misure di accresciuta precauzione, che non potranno essere di pochi giorni, vanno contemporaneamente sottolineate e sostenute tutte le opportunità di frequentazione e uso della Pietra che non sono messe in forse e in pericolo dall’accaduto».
Prosegue Giovanelli: «Su queste basi il Parco propone di riflettere su azioni quali l’adozione del concetto di precauzione piuttosto che di “sicurezza”: l’espressione “messa in sicurezza” è di significato e valore relativamente alto per realizzazione di costruzioni o sistemi artificiali. Non può applicarsi alle montagne e ai pericoli di montagna in genere. Più corretto è parlare di “precauzione” secondo il concetto codificato dal principio europeo, basata su ragionevoli e razionali “approcci di rischio”. Va poi considerato in termini diversi – conclude Giovanelli – il “rischio accettabile” per le attività di alpinismo ed escursionismo, da quello accettabile per attività di frequentazione civile, religiosa o genericamente di turismo e ristorazione alberghiera. L’accaduto deve suggerire di potenziare e moltiplicare gli sforzi come il progetto “La Bismantova” e il prossimo laboratorio “Primavera a Bismantova”, per mettere in valore tutta l’area attorno alla Pietra, per moltiplicare gli accessi e la fruizione turistica e paesaggistica». (l.t.)
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