Gazzetta di Reggio

Reggio

Senza informazioni, l’odissea dei pendolari

di Alessandro Zelioli
Senza informazioni, l’odissea dei pendolari

Quella di lunedì è stata una giornata “indimenticabile” per chi utilizza la linea Bologna-Milano

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RUBIERA. Quella di lunedì sera, per i pendolari che usano i treni per spostarsi da e per Bologna, è stata l’ennesima odissea di chi, ormai inerme e consapevole dei disagi cui andrà incontro, si alza ogni mattina non sapendo a che ora rientrerà la sera. In particolare, il deragliamento del treno a Rubiera, ha reso il primo giorno della settimana, come uno dei peggiori da ricordare.

ORE 19.50. All’arrivo alla stazione di Bologna il tabellone delle informazioni arrivi e partenze dà una sentenza terribile per chi è fuori casa dalle 6 del mattino: treni cancellati.

Un brivido corre lungo la schiena ma l’occhio esperto di chi fa il pendolare da quindici anni consente di cogliere un convoglio in ritardo che va verso Parma. Ferma anche a Reggio Emilia. Salire al volo è ormai una specialità di chi lavora a cento chilometri da casa.

ORE 20.20. «Si avvisano i signori passeggeri diretti a Parma e Milano che il treno fermerà alla stazione di Modena per consentire il trasferimento su autobus che sostituirà il convoglio dal quale vi invitiamo a scendere tutti non appena fermo, qualsiasi sia la vostra destinazione».

Un diktat che non lascia scampo a interpretazioni. Si scende a Modena. Il perché in pochi lo sanno, anche se grazie alle App degli smartphone si stanno cercando notizie. Si parla di incidente, di morti, ma nessuno ha ancora le idee chiare. Qualcuno ha la batteria scarica, altri non riescono a trovare la linea. I controllori corrono da una parte all'altra, senza controllare, tanto il treno è sovraccarico. Si scende di corsa e si esce dalla stazione ma dei pullman neanche l’ombra. Cento, duecento persone che si guardano attorno, pensando ad uno scherzo di carnevale di cattivo gusto.

ORE 20.30. Sbuca da qualche parte un ferroviere in divisa che chiede a voce alta: «State cercando i pullman? Sono dietro la stazione che vi stanno aspettando». Qualcuno inveisce contro la mancata comunicazione ma i più, rassegnati, corrono alla ricerca di quel trasporto che ancora li separa dal rientro a casa.

ORE 20.40. «Stiamo andando a Reggio» un laconico sms raggiunge i familiari in apprensione. I pullman sono partiti, ma ancora non è finita. C’è da rispettare la sosta a Rubiera, dove nessuno sale e nessuno scende. Forse chiedere al momento di riempire i pullman, poteva consentire la sosta di uno solo dei mezzi e accelerare il rientro degli altri che pullulano di persone che rincorrono le coincidenze per altre destinazioni? Si, forse è davvero pretendere troppo.

ORE 21.30. A Reggio nuovo cambio. Stavolta però qualcuno perde la calma e si rischia di degenerare. Volano parolacce e spintoni tra qualche passeggero incavolato perché deve prendere un treno per andare a Fiorenzuola che non c'è e quindi arriverà in ritardo, perdendo la coincidenza visto che il trasferimento è garantito, ma il treno speciale partirà a un orario diverso da quello stabilito. Chi va a Sant'Ilario, invece, è “fortunato”. C’è un treno in attesa. Si sale e finalmente alle 21.45 si può partire. A casa si arriverà alle 22.15, un’ora dopo rispetto al previsto. Tutto sommato è andata bene….

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