Troppi libri, il magazzino rischia di “scoppiare”
Sugli scaffali oltre 110 mila volumi in catalogo da dieci anni e non a prestito da tre La responsabile Elisabetta Ambrogi: «Lo sfoltimento non sarà semplice»
REGGIO EMILIA. Gli scaffali in acciaio inox si ripetono quasi a perdita d’occhio, in file ordinate e silenziose. Il pavimento, anch’esso in inox, presenta forellini per il ricircolo dell’aria. Le luci, alte e potenti, ricordano una sala operatoria. Eppure, nel magazzino di via Mazzacurati, l’atmosfera è tutto fuorché asettica. È il contenuto del deposito, infatti, a scaldare l’ambiente, e l’animo. Sono gli oltre 110mila volumi (libri, riviste e quotidiani) a riempire il Dup (Deposito Unico Provinciale) con copertine colorate e titoli stimolanti. Si tratta di un patrimonio librario costruito attraverso l’annuale sfoltimento di titoli – in catalogo da 10 anni e non a prestito da 3 – che avviene alla Panizzi, nelle biblioteche cittadine e nelle altre della provincia. Dalle 25 biblioteche di Reggio e provincia, infatti, ogni anno vengono conferiti circa 5mila volumi. Al piano terra, si trova il mondo dedicato agli adulti, tra saggistica e narrativa. Al primo piano, riviste di ogni tipo e quotidiani di epoche ormai remote (per un totale di circa 7mila testate). Al secondo piano, interi scaffali dedicati a bambini e ragazzi (oltre 20mila titoli). Qui e là, si vedono ancora buchi vuoti o scatoloni imballati.
Elisabetta Ambrogi, responsabile del servizio bibliotecario comunale, spiega che quello è lo “spazio del futuro”: «Abbiamo stimato di poter ospitare libri ancora per altri 4-5 anni. Poi dovremo sfoltire il contenuto del Dup». E l’operazione non sarà semplice. Se le biblioteche devono rispondere a un criterio di contemporaneità e novità, il magazzino di via Mazzacurati è nato per ospitare una sorta di memoria storica e dare nuova vita ai libri meno richiesti o dimenticati. «Per regolamento – spiega la Ambrogi – le biblioteche possono togliere dagli scaffali i libri in catalogo da almeno 10 anni e non a prestito da 3. Con qualche eccezione: i testi di informatica, per esempio, invecchiano prima di aver compiuto 10 anni e quelli di diritto seguono l’evoluzione legislativa. Ma nel Dup sono conservati anche pezzi unici». Anche se è raro, infatti, accade che un libro datato e non più richiesto venga spedito nel magazzino di via Mazzacurati. «Ecco perché diciamo che i cittadini di Reggio e provincia hanno davvero a disposizione una biblioteca con la “b” maiuscola. Tra i libri che hanno una nuova vita, poi, ci sono anche quelli di storia e geografia. Chi studia gli assetti geografici precedenti alla caduta del muro di Berlino trova al Dup un patrimonio ricchissimo, che non teniamo in Panizzi per timore che qualche studente inesperto vada a fare una ricerca sull’ex Urrs anziché sulla Russia». Proprio come i sotterranei della biblioteca Panizzi – in cui sono conservati i libri risalenti ai primi anni del Novecento, quelli della ex Biblioteca Popolare – anche nel magazzino interprovinciale è contenuto un pezzo di storia. «Se i volumi conservati nel sotterraneo della Panizzi fossero stati buttati via – spiega la responsabile – ci mancherebbe un pezzo molto importante di storia e non potremmo ricostruire le vicende educative e culturali della nostra città. Noi pensiamo che una conservazione di questo tipo, che noi stiamo ripetendo nel Dup, serva ai posteri in maniera analoga: nel magazzino di via Mazzacurati, infatti, c’è un pezzo davvero importante dell’editoria». Non solo. Nel Dup sono anche conservati classici o libri molto richiesti: «Abbiamo degli scaffali dedicati ai “doppi” o ai “doppi dei doppi” – spiega la Ambrogi – perché in alcuni momenti dell’anno, per esempio in estate quando gli insegnanti danno i compiti delle vacanze, riceviamo numerose domande di prestito per testi uguali». Si capisce, quindi, che le operazioni di sfoltimento nel Deposito Unico Provinciale non potranno essere affrontate con superficialità. «La commissione tecnica provinciale formata da rappresentanti della provincia e delle principali biblioteche comunali – spiega la Ambrogi – dovrà essere cauta, attenta e scientifica: nel Dup è conservato un patrimonio storico che non può essere alienato con facilità».
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