«Uffici postali, diciamo no alle chiusure»
«La razionalizzazione delle poste ricadrà ancora una volta sugli utenti e i cittadini»
REGGIO EMILIA. «Siamo stanchi, esasperati da questi comportamenti e con forza diciamo no alla chiusura degli uffici postali e alla riduzione». A dirlo è la sezione provinciale di Federconsumatori.
Che aggiunge: «Siamo convinti che ci sia modo e modo di reagire, in particolare quando si è detentori di servizi che in una buona misura riguardano un servizio pubblico e per certi versi svolto in monopolio. Da un lato vediamo da parte di Poste Italiane l'ennesimo taglio, seguendo quella che sempre più chiaramente appare come una manovra centralistica e di tagli puri e semplici, senza prestare alcun tipo di attenzione ai bisogni degli utenti e dei territori. D'altro canto, in contraddizione con i tagli, vengono chiesti incrementi enormi alle tariffe della corrispondenza. Insomma cittadini, il riassunto è: vi offriamo meno in termini di qualità e quantità del servizio, ma voi dovete pagare di più».
Per quanto riguarda la provincia di Rfeggio, gli uffici postali che andrebbero a chiusura definitiva sono Rondinara e Casoni, mentre subirebbero una drastica riduzione degli orari di apertura al pubblico gli uffici di Villa Minozzo, Ligonghio, Collagna, Vetto, Scandiano e Luzzara.
«Questo - sostiene Federconsumatori - costringerebbe gli utenti più in difficoltà, quelli che vivono lontani dai centri medio/grandi, a spostarsi di diversi chilometri con mezzi privati o pubblici (che comunque prevedono un notevole dispendio di tempo e denaro) per poter usufruire dei servizi postali, pagandoli di più. Come si suol dire "oltre il danno la beffa"».
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