Bonus ai dirigenti, bufera in Sanità
La Regione stanzia un premio di 20 mila euro ai direttori generali di Ausl e Santa Maria, compreso l'attuale assessore Venturi. La Fp-Cisl: "E' immorale"
REGGIO EMILIA. Un premio aggiuntivo di 22mila euro. È quello che ha appena decretato la giunta del governatore regionale Stefano Bonaccini per tutti i direttori generali della sanità pubblica emiliano-romagnola per il lavoro svolto nel 2013. E quindi anche per Fausto Nicolini, direttore generale dell’Ausl, e Ivan Trenti, vertice del Santa Maria. Un premio che si aggiunge alle retribuzioni base, rispettivamente di 149mila euro per il responsabile dell’azienda Ausl e di 145mila per Trenti. Il riconoscimento economico aggiuntivo per i direttori delle due aziende sanitarie corrisponde più o meno a quello che un operatore socio sanitario guadagna in 12 mesi.
Una polemica che ha coinvolto direttamente anche l'assessore alla Sanità, Sergio Venturi, ex direttore generale del Sant'Orsola di Bologna, che ha sua volta usufruito del bonus, uscendo al momento della votazione. Venturi era finito qualche giorno prima nella bufera anche per la decisione di mantenere lo stipendio da dirigente Ausl, pari da 8.584 euro lordi e più sostanzioso di circa duemila euro rispetto a quello da assessore, al quale ha rinunciato. Per Venturi, inoltre, resterebbero le indennità di funzione (2.148 euro) e altri 2.409 euro di quota fissa come rimborso spese forfettario.
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"E’ immorale - attaccano dalla Cisl Funzione pubblica di Reggio e dell’Emilia Romagna - che in un momento in cui i contratti della pubblica amministrazione sono bloccati da sei anni, in cui gli infermieri e il personale medico in prima linea sono costretti a doppi turni, a straordinari non pagati o non recuperati, a richiami dalle ferie e al blocco del turnover, le uniche risorse disponibili vadano a rimpinzare le tasche dei 17 direttori delle Ausl della Regione”.
Secondo la Cisl, "sono emolumenti che si aggiungono a retribuzioni già altissime, mentre non riceve nessun sostegno chi, come tutti gli operatori sanitari, tecnici e amministrativi delle aziende sanitarie, da anni lotta in prima linea, peraltro in condizione che nel corso degli anni sono peggiorate sempre più. Difatti, lo stesso blocco del turnover (si assume solo il 20 per cento del personale fuoriuscito) non ha fatto che aggravare le situazioni di doppi turni, di straordinari non pagati o non recuperati e di richiami dalle ferie. In queste condizioni – concludono dalle organizzazioni sindacali -, e visti i sacrifici, l’abnegazione e la professionalità che questi professionisti mettono nel proprio lavoro, crediamo che pensare a loro, prima degli strapagati manager, sarebbe un primo segnale di equità e di rispetto verso il mondo del lavoro”.
Da parte sua, il governatore Stefano Bonaccini prova a smorzare i toni: «Per il futuro può essere che cambieremo i parametri di valutazione; in questo caso abbiamo fatto una scelta che era dovuta, che ci siamo ritrovati. Abbiamo applicato esattamente una cosa che ci siamo ritrovati dalla Giunta precedente. Per altro, a partire dal sottoscritto e dalla gran parte dei componenti in Giunta, senza nemmeno avere gli elementi per poter giudicare i premi di risultato su anni in cui non eravamo protagonisti della stagione di governo».
Ad ogni modo, ha puntualizzato ancora, «lo stesso Venturi era un direttore generale» tra «direttori generali protagonisti, a detta di tutti, della gestione di una sanità in una regione riconosciuta come una delle regioni con la qualità della sanità tra le migliori - ha concluso - non solo in Italia ma in Europa».
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