Gazzetta di Reggio

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Cadavere trovato nel Po il mistero è sempre fitto

di Tiziano Soresina e Andrea Vaccari
Cadavere trovato nel Po il mistero è sempre fitto

Boretto: non identificato il corpo e nessuno ha preso contatto con i carabinieri Non vi sono segni di violenza, non ancora chiarite le cause della morte

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BORETTO. Un mistero sempre più fitto. Nonostante gli sforzi di chi indaga – ora con la consulenza non solo di un medico legale ma anche di un esperto in analisi genetiche – il cadavere rinvenuto lunedì mattina nel Po rimane senza identità e soprattutto senza una causa certa della morte.

E a tingere sempre più di “giallo” questa vicenda è il fatto che anche ieri nessuno ha preso contatto con i carabinieri di Boretto per capire se quel corpo possa essere di un familiare scomparso.

Ieri, intanto, l’autopsia ha dato qualche indizio in più sul morto: ha circa quarant’anni, è alto 1.81, ha pochi capelli, il volto pesantemente sfigurato (probabilmente per il prolungato schiacciamento contro le due barche in cui il morto è stato trovato) il cadavere non presenta esteriormente segni di atti violenti o traumi subiti. Assodato già dai primi accertamenti che si tratta di un europeo (l’etnia è caucasica), il resto è la descrizione di una persona che quando è finita nel fiume vestiva in modo comodo o da lavoro (indossava jeans allacciati con una cintura, un maglione, scarpe abbastanza nuove).

Impronte e Dna sono due risposte-chiave che il sostituto procuratore Giacomo Forte (titolare dell’inchiesta) si attende dall’autopsia, anche se questi elementi possono essere utili all’identificazione solo nel caso si tratti di una persona non incensurata.

Poi l’altro “passaggio” basilare dell’esame autoptico è fare chiarezza sulle cause di morte. La presenza o meno di acqua o aria all’interno dei polmoni può essere determinante per fare virare le indagini verso un omicidio o un suicidio (viene ritenuta ben poco probabile la caduta acidentale da una riva del fiume o da un’imbarcazione).

Poi c’è il silenzio assordante attorno al cadavere che, al momento, può essere interpretabile in due modi: una “lettura” inquietante è che si tratti di un morto “scomodo” legato ad ambienti criminali (quindi nessuno si vuole compromettere reclamandone la scomparsa), oppure si può più semplicemente ipotizzare che siamo di fronte ad una persona sola che ha voluto dire “basta” con la vita. Altri accertamenti dei carabinieri starebbero inoltre inquadrando l’immissione (volontaria o forzata ancora non si sa) di questo corpo più a nord rispetto al tratto borettese del Po e il cadavere sarebbe giunto nella Bassa reggiana spinto dalla corrente, per poi incagliarsi fra le due barche, all’interno della cava della Bacchi spa. Ma in quelle acque gelide il corpo senza vita c’è rimasto parecchio tempo, anche più di una settimana, visto che era già in atto il processo di saponificazione dei tessuti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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