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Da Facebook al ristorante “l’invasione” è da record

di Elisa Pederzoli
Da Facebook al ristorante “l’invasione” è da record

L’invito a cena scatta tra estranei sul social network e martedì erano in 106 L’ideatore: «E’ nato come un gioco ma ogni volta che lo facciamo siamo di più»

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REGGIO EMILIA. Metti una sera a cena qualcosa come 106 commensali. E’ il record fatto registrare dall’iniziativa nata sui social network grazie all’intuito del 27enne reggiano Giovanni Bruno e dai suoi “invasori” martedì sera.

Si chiamano infatti proprio così - “gli invasori” - i partecipanti ai suoi eventi. Cene, a tutti gli effetti. Appuntamenti lanciati su Facebook e talmente in grado di diffondersi in rete da radunare, nel giro di pochissimi giorni, decine e decine di persone. Con un obiettivo: conoscersi, mettersi a tavola e improvvisare una serata diversa dalle altre. All’insegna, fuori da internet, dello stare insieme davvero.

«Tutto è nato in modo casuale e assolutamente non programmato: un giorno ho scritto sulla mia bacheca Facebook che avevo voglia di andare a mangiare giapponese. Nel giro di pochi minuti, in tanti hanno cliccato “Mi piace” e hanno chiesto di andare insieme. Allora, mi è venuta l’idea» racconta.

Va detto, che Giovanni Bruno nonostante la giovane età è già presidente di una cooperativa che si occupa di comunicazione, insegna informatica al liceo Scientifico e al Classico, e ne mastica assai di marketing, statistiche, trend relativi alla rete e ai social network in particolare. Insomma, un terreno già fertile perché l’idea potesse non solo attecchire, ma anche svilupparsi.

«Ho creato un primo evento su Facebook. L’ho chiamato: invadiamo i giapponesi» spiega. Usa il verbo “invadere”, e non a caso. Perché per spiegare come ha promosso l’evento parla di “guerriglia” di marketing. Ma anche perché quella che ha immaginato sin da subito è stata una vera e propria “invasione” di commensali nel ristorante prescelto. «In tre giorni, le adesioni all’evento su Facebook sono state addirittura 100mila. Mi sono anche preoccupato: mi son chiesto in quanti sarebbero venuti. Alla fine, ci siamo trovati in 90 al ristorante di Pieve, dove per fortuna ci hanno accolto calorosamente. E’ stato un successo» racconta.

Era un anno fa. Non si poteva che replicare un esperimento andato così bene. «Abbiamo deciso di far diventare le nostre “invasioni” seriali. E’ nato un piccolo quartier generale, composto da me e da altri amici per l’organizzazione. E così abbiamo già fatto la “Presa della tigella”, poi la “Conquista dei conquistadores” ovviamente a base di paella, una mega grigialiata in una villa che abbiamo preso in affitto, poi a gennaio abbiamo reinvaso il Giappone di nuovo al ristorante di Pieve, per il primo compleanno delle nostre invasioni» racconta.

Fino all’appuntamento di martedì che si è tenuto all’Osteria dell’aviatore. Tema: i tortelli. «Lo abbiamo chiamato il nostro T-Day, è stato il nostro “sbarco in osteria”» spiega Giovanni Bruno. Il risultato è stato un vero assalto: i partecipanti che si sono ritrovati sono stati 106. Un record. «Quelli che accettano di venire a cena con noi hanno dai 18 ai 35 anni, ma ce ne sono anche di più grandi. E arrivano da Reggio e dalle province vicine, Modena e Parma. Stavolta c’era anche qualcuno dalla Lombardia. Il lancio dell’evento è scattato venerdì. Con altri post ma ben programmati» racconta l’organizzatore. Insomma, non è tutto esattamente lasciato al caso. Ma quello che accade a tavola - al di là del prezioso intrattenimento di Giovanni e degli altri tra striscioni, gadgets e iniziative - lo fanno i commensali stessi. I quali condividono una serata spensierata che può sfociare anche in qualche buona amicizia.

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