Droga a fiumi, sequestrati altri 70 chili
La Squadra mobile arresta tre persone: decapitata la banda dei record. Uno è il fratello del corriere fermato pochi giorni fa
REGGIO EMILIA. Tra Reggio Emilia e Modena è presente un’organizzazione in grado di movimentare fiumi di droga proveniente dall’estero e piazzata poi sul fiorente mercato del nord Italia. È questa la trama sulla quale stanno indagando gli investigatori della Squadra mobile di Reggio, che martedì sera hanno chiuso il cerchio attorno ad un gruppo di grossisti di hashish, trovati con 71 chilogrammi di droga nascosti in un’auto parcheggiata nel garage di un condominio di San Prospero, a Modena. Un sequestro record nella storia della nostra regione, del valore di oltre 700mila euro e terminato con l’arresto di tre persone, messo a segno dalla polizia di Reggio che ha fiutato la pista dopo il precedente sequestro di altri 14 chili di droga avvenuto la scorsa settimana, quando era stata fermata in via Martiri di Cervarolo una coppia con un bimbo, che viaggiava su un’auto imbottita di hashish.
LE INDAGINI I 71 chili di droga divisi in panetti e ovuli custoditi nella questura di Reggio, segnano una svolta nelle indagini della Squadra mobile dopo l'arresto, il 12 febbraio, del 27enne marocchino sorpreso in auto con compagna e figlioletto di 5 anni e gli involucri con impresso il simbolo artefatto della Ferrari. Sostanza di qualità, sembrava voler dire l’effige, intercettata grazie alle strette maglie di controlli delle Volanti di Reggio che hanno fermato la coppia di corrieri passando poi la palla ai colleghi della Mobile. Visto l’alto quantitativo di droga nascosta nella ruota di scorta dell’auto, gli investigatori hanno subito effettuato controlli ad ampio spettro anche sui familiari dei due corrieri, facendo subito “bingo”.
IL BLITZ. Proprio per dare seguito alle indagini, gli agenti si sono recati nei pressi dell’appartamento del 28enne Abdellatif Soussi, fratello maggiore del corriere già finito in carcere. L’uomo - di origini marocchine ma residente nel piccolo comune della provincia modenese - è sceso ieri sera da casa recandosi nel garage sotto il condominio. Poco dopo è giunta un’auto familiare di marca Volkswagen, dietro la quale si è chiuso il portone del garage. Il tutto è avvenuto sotto gli occhi degli agenti, che dopo aver sentito alcuni rumori hanno deciso di intervenire. Da un semplice pedinamento, quindi, si è passati subito all’operazione di polizia, che ha portato i frutti sperati.
L’ARRESTO. Gli agenti hanno bussato al portone, chiedendo che venisse aperto immediatamente il garage. Le tre persone all’interno, però, hanno subito cercato di sbarazzarsi della droga (circa 3 chili) lanciata fuori da una finestrella laterale dove, però, erano presenti altri agenti che avevano circondato la zona. Dopo alcune insistenze il garage è stato aperto ed è avvenuta l’incredibile scoperta. Oltre a Soussi c’erano anche due suoi connazionali residenti però in Spagna: un 25enne, Rahhal El Hajoui e una ragazza di 27 anni, Hasna Ouderra, detenuti ora in carcere a Modena. Dopo una perquisizione dell’auto è stata trovato altro stupefacente (i restanti 68 chilogrammi) nascosto in un vano sotto il cofano e in uno vicino alla marmitta. Segno che il veicolo era stato abilmente riadattato come mezzo di trasporto della droga.
IL CERCHIO SI CHIUDE. «È il più grande sequestro avvenuto a Reggio Emilia e uno dei più grandi in Emilia Romagna» dichiara con una nota di soddisfazione Guglielmo Battisti - Abbiamo cercato di ricostruire l’albero genealogico dei precedenti arresti individuando un fratello domiciliato appunto nel modenese. Ci siamo appostati vicino all'abitazione e quando una macchina è entrata nel garage gli agenti hanno deciso di intervenire sequestrando questo ingente quantitativo di stupefacente». L’operazione, che segue la politica degli interventi voluta dal questore di Reggio, Isabella Fusiello, intacca un tassello importante della filiera dello spaccio. «Visti i quantitativi riteniamo che quella casa fosse il luogo di destinazione di altre ingenti partite di droga che probabilmente arrivavano dall’estero per essere poi smistati a Reggio e in altre località in Regione - conferma Battisti - Le indagini proseguono per accertare sia la destinazione, sia la provenienza della droga».
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