«La beatificazione di Rivi porta anche la sua firma»
Castellarano: il comitato “Amici di Rolando” ricorda il vescovo di Modena «Monsignor Lanfranchi fu tra gli artefici della cerimonia del 13 aprile 2013»
CASTELLARANO. Il comitato “Amici di Rolando Rivi”, attraverso il presidente – l’arcivescovo di Ferrara monsignor Luigi Negri – e il portavoce Emilio Bonicelli, ricorda «con una commozione carica di affetto e gratitudine monsignor Antonio Lanfranchi, che il Signore ha chiamato al cielo, dopo una lunga malattia. Come Arcivescovo di Modena e Abate di Nonantola, monsignor Lanfranchi è stato protagonista di primo piano nella Beatificazione del martire Rolando Rivi», seminarista 14enne di San Valentino ucciso dai partigiani comunisti il 13 aprile 1945 in un bosco di Piane di Monchio, nel Modenese..
«È stato lui, il 13 aprile 2013, dopo il riconoscimento del martirio da parte di Papa Francesco – aggiungono dal comitato – ad annunciare pubblicamente nel Duomo di Modena la data della futura Beatificazione. Con passione e generosità ha poi guidato la preparazione e realizzazione di questa grande celebrazione, svoltasi il 5 ottobre 2013 nel palasport di Modena gremito da oltre seimila fedeli».
«La Beatificazione del martire Rolando Rivi è stato certamente uno degli eventi più importanti e significativi del suo episcopato modenese, con un rilievo non solo nazionale, ma anche internazionale, tanto che oggi sono circa trenta i Paesi del mondo da cui giungono richieste di informazioni e reliquie del Beato Rolando Rivi Martire».
«Monsignor Lanfranchi – ricordano gli “amici di Rolando Rivi” – è stato un uomo di fede limpida e di speranza certa, che generava in lui una letizia operosa e contagiosa; un instancabile zelo di pastore, anche durante il doloroso periodo della malattia. Sempre ci ha insegnato a guardare a Rolando come a un’icona dell’essere cristiani, in un amore totalizzante a Gesù, da cui non è escluso alcun aspetto della vita. “Per il martire – disse Lanfranchi riferendosi al Beato – l’assoluto dell’uomo è Cristo. Da lui prende contorno la vita, prendono contorno i criteri e i giudizi di comportamento. Il martire è discepolo di Gesù. Per il discepolo il rapporto con il Maestro è omnicomprensivo, capace di assumere e interpretare tutti gli aspetti dell’esistenza. Nessuno e nulla rimane fuori, perché Cristo è capace di comprendere e interpretare tutto”. Ora siamo certi che il Beato Rolando Rivi Martire, insieme agli altri Santi e Servi di Dio della Chiesa modenese, lo ha accolto nella gloria del Cristo Risorto, dove è la gioia che non finisce».
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