La parola d’ordine è sostenibilità
Castelnovo Monti: partecipato incontro con il neonato Legambiente Appennino
CASTELNOVO MONTI. Nei giorni scorsi si è tenuta nei locali della Croce Verde a Castelnovo una serata di presentazione alla cittadinanza del circolo appena costituito, di Legambiente Appennino reggiano. L’iniziativa affrontava il tema “Nuova ruralità e ritorno alla terra. Scenari per uno sviluppo sostenibile ed inclusivo dell’Appennino”, e ha visto una forte partecipazione di pubblico.
La presidentessa del circolo, Nuccia Mola, ha ringraziato i presenti sottolineando che «la ricchezza di risorse umane e intelligenze, e l’esigenza di metterle in rete, sono alla base della nascita del circolo. Ci proponiamo di interrogarci su come realizzare nel nostro territorio uno sviluppo sostenibile e inclusivo, e impegnarci a costruire le condizioni per realizzare progetti che vadano in questa direzione».
La presentazione dell’architetto Luca Filippi, dell’Università Iuav di Venezia, è andata in questa direzione: mostrare come un progetto radicale di trasformazione del territorio e della società, in chiave ecologica e inclusiva, possa essere costruito attraverso piccoli interventi che coinvolgano una molteplicità di attori sul territorio. Centrale nel progetto è il ruolo che una ricostruzione su vasta scala della fertilità biologica dei suoli può assumere nella transizione della economia e società appenninica verso l’uso efficiente delle risorse naturali.
A questo intervento è seguito il racconto dell’esperienza di alcuni giovani agricoltori che concretamente stanno trasformando il modo di fare agricoltura e allevamento sul territorio introducendo una nuova sensibilità ecologica.
Come Daniele Valcavi, titolare dell’azienda agricola del Gigante a Baiso, che ha sperimentato un metodo di allevamento bovino con nuove tecniche di pascolo che lo portano a dimezzare il costo di produzione del latte per il Parmigiano Reggiano. O come l’allevamento biologico di suini Rebrado a Pietranera, che ha invece la particolarità di unire sensibilità ecologica a capacità imprenditoriale. I tre soci fondatori, Luca Bolondi, Filippo Guidetti e Mauro Prandi, hanno infatti pensato da subito di associare al marchio Rebrado un disciplinare che regolamenta alimentazione e modalità di allevamento brado del maiale. Hanno chiuso la serata gli interventi di alcuni ospiti: Fausto Giovanelli, presidente del Parco nazionale, Domenico Turazza, direttore del Consorzio di Bonifica dell'Emilia Centrale, e Lorenzo Frattini, presidente di Legambiente Emilia Romagna. (l.t.)
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