Lucchetto al cantiere, lo sgombero salta
L’imprenditore ha bloccato l’accesso ai tecnici comunali che hanno chiamato la Municipale
REGGIO EMILIA. Nessuna azione di forza, né da una parte né dall’altra. Ma il cantiere di edilizia sociale di via Compagnoni resta chiuso e sigillato. Non solo dal lucchetto con catena messo dal Comune, ma anche da quello installato dallo stesso imprenditore Giuseppe Leone che era titolare dello stesso. E’ è da mesi che si trascina la battaglia legale tra la Lcc e il committente dei lavori. «I lavori – aveva spiegato il dirigente del Comune, David Zilioli – in quel cantiere sono fermi almeno da maggio. Ed è da maggio che noi chiediamo alla ditta spiegazioni, senza peraltro riceverne di plausibili. Per questo siamo arrivati alla determinazione di rescindere il contratto. A noi quel progetto interessa e per questo andremo avanti: bandiremo una nuova gara».
Una ricostruzione dei fatti che non piace all’imprenditore barese. Che ha più di una contestazione rispetto ai fatti e a come si sono svolti. «Non è vero che i lavori si sono fermati a maggio. Si sono rallentati – è la spiegazione di Leone – ma anche per una serie di circostanze, come una legge che ci ha tolto le agevolazioni fiscali. Eppoi il Comune non ci ha pagato soltanto in denaro, ma voleva cederci un’area con una valutazione assolutamente fuori mercato per degli appartamenti. Noi eravamo pronti per costruire un supermercato, ma il Comune ci ha detto no. Ora siamo davanti al giudice. Vedremo cosa deciderà».
Ieri, il Comune sarebbe dovuto entrare nel cantiere per procedere allo smantellamento della gru. Ma trovandosi davanti al lucchetto ha solo chiesto l’intervento della Municipale, per registrare a verbale l’accaduto. Da parte sua, l’imprenditore era pronto a far intervenire i carabinieri se il Comune lo avesse tagliato. Tutta lascia intendere che la questione sia tutt’altro che finita.
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