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“Luoghi del cuore” Reggio è lontana dalle prime posizioni

di Martina Riccò
“Luoghi del cuore” Reggio è lontana dalle prime posizioni

Il santuario della Beata vergine della Battaglia è 193esimo Il pozzo di Borsea, secondo in provincia, è al 235° posto

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QUATTRO CASTELLA. Il santuario della Beata Vergine della Battaglia di Quattro Castella e l’antico pozzo di Borsea di San Polo sono i luoghi del cuore più votati della nostra provincia. È quanto rivela la classifica, pubblicata ieri, della settima edizione del censimento nazionale “I luoghi del cuore”, promosso da Fai e da Intesa Sanpaolo per segnalare i piccoli e grandi tesori d’Italia da salvare.

Con oltre un milione e mezzo di votanti, l’iniziativa ha avuto un successo senza precedenti e ha dimostrato come il censimento del Fai si sia diffuso tra gli italiani e sia diventato un concreto strumento di sensibilizzazione in favore del patrimonio culturale e ambientale della nostra penisola.

Con 1577 voti si è classificato al 193esimo posto della classifica nazionale e al primo posto di quella provinciale il santuario della Beata Vergine della Battaglia. È situato nell’estremo lembo della parrocchia di Quattro Castella, sulla via matildica per Canossa, tra Bergonzano e Sedignano, al confine con le parrocchie di San Polo e di Grassano.

Il titolo “della Battaglia” si riferisce certamente allo scontro tra gli eserciti dell’imperatore tedesco Enrico IV e della vincitrice Matilde di Canossa nell’ottobre del 1092. Fu una battaglia importante, che cambiò il corso della storia e influenzò l’esito della “lotta per le investiture” che contrappose il papato e l’impero durante i secoli XI e XII. Ma la chiesetta della Battaglia fu testimone anche di altri fatti d’arme: nel 1233 passarono da queste parti le truppe mandate da Reggio a distruggere Canossa; nel 1557-58 le soldataglie di Ottavio Farnese e di Alfonso d’Este misero a segno diverse razzie su queste colline. È del 1528, poi, la notizia che la Madonna facesse quassù alcuni miracoli. Nel 1665 la chiesetta fu distrutta in un incendio e solo nel 1724 ricostruita dai fedeli della zona e riconsacrata dal vescovo di Reggio Ludovico Forni. Una pietra sovrastante la finestrella posta a sinistra della porta d’ingresso reca, appunto, la data del 1724; mentre una seconda pietra datata al 1868, posta sulla finestrella di destra, sta ad indicare probabilmente un successivo restauro.

Secondo in provincia, al 235esimo posto nella classifica nazionale con 1.195 voti, è l’antico pozzo di Borsea di San Polo. «Siamo felicissimi di questo splendido risultato e grati verso tutti coloro che hanno firmato per salvare il nostro amatissimo manufatto», commentano soddisfatti gli abitanti del borgo. Il pozzo – a sezione circolare, in sasso rivestito di mattoni in cotto e dal tetto piramidale – si trova a lato della strada su cui sorge il piccolo santuario dedicato a Sant’Antonio da Padova, riedificato nel 1712. «A vederlo lì, con i suoi mattoni rossi scavati dal tempo, si direbbe quasi che è una strana casetta, la cui porta conduce alle profondità di un passato remoto tutto da scoprire. Non è ancora stato possibile risalire a una datazione precisa di questo manufatto, ma l’usura dei mattoni sulla soglia, causata dallo scorrere delle funi per raccogliere l’acqua, e il deterioramento dell’edificio, lasciano presumere una datazione più alta del 19esimo secolo. Il manufatto necessita di un restauro di tipo conservativo al fine di consolidare e mettere in sicurezza la sua struttura, e di mantenere intatto il suo aspetto per le generazioni future».

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