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Controlli con il drone sulla Pietra “ferita” e nuovi consulenti

di Luca Tondelli
Controlli con il drone sulla Pietra “ferita” e nuovi consulenti

Castelnovo Monti, ieri è arrivata anche una troupe della Rai Il sindaco Bini: «Non possiamo tenerla chiusa per sempre»

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CASTELNOVO MONTI. Sono immagini straordinarie (ma anche preoccupanti) quelle realizzate mercoledì alla Pietra di Bismantova: durante i sopralluoghi effettuati dal Comune con i tecnici della Protezione civile regionale, è stato infatti possibile avvalersi anche di un drone, un piccolo velivolo che è stato messo a disposizione da Gianluca Bulgarelli, pilota di elicotteri (presta servizio sull’elisoccorso del 118 con base a Pavullo nel Frignano), che unisce la passione per il volo a quella per la tecnologia. Al drone è stata agganciata una videocamera ad alta definizione, che ha regalato fotografie e video straordinari: sia della Pietra nella sua interezza che, cosa più importante, i dettagli della zona di crollo, e delle altre fessurazioni presenti nell’arenaria che compone la rupe simbolo dell’Appennino reggiano.

Queste immagini potranno essere la base per i prossimi interventi di messa in sicurezza. Ieri mattina intanto a Bismantova è salita anche una troupe di RaiUno, che ha effettuato riprese ed interviste per un servizio che sarà proposto nell’edizione del principale telegiornale delle reti pubbliche.

Spiega il sindaco Enrico Bini: «Il fatto che quanto avvenuto alla Pietra sia a centro dell’attenzione nazionale è importante, e segnala come la Pietra sia conosciuta ed amata ben oltre i ristretti confini locali. Lunedì sarà a Bismantova anche la Protezione civile nazionale che verrà per esaminare la situazione. Per noi è fondamentale che si instaurino queste collaborazioni, perché vogliamo partire al più presto con la messa in sicurezza della zona per poter riaprire almeno alcuni accessi: non possiamo permetterci che la Pietra resti chiusa troppo a lungo».

Ieri si è tenuto un nuovo incontro tecnico: «Hanno partecipato di nuovo i tecnici della Protezione civile della Regione Emilia Romagna – prosegue il sindaco – con i responsabili del Genio Civile e gli esperti dell’Università di Modena e Reggio, con i quali dal 2012 era stato attivato un programma di studio e monitoraggio della Pietra. Si sta portando avanti anche il discorso della richiesta di calamità naturale alla Regione». Una richiesta che, se accolta, potrebbe dare qualche spazio di intervento in più, visto che le operazioni di messa in sicurezza saranno complesse ed anche onerose: la zona che richiederà gli interventi cospicui sarà quella dove è avvenuto il crollo.

«Ci sono alcuni frammenti di roccia su cui si dovranno operare interventi di disgaggio – conclude Bini – ma per farlo sarà prima necessario approntare una protezione per l’Eremo, affinchè il materiale disgaggiato non possa causare danni ulteriori».

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