«L’Appennino sia riserva Unesco»
La richiesta per trenta Comuni di cinque province unite dal crinale
REGGIO EMILIA. E’ piena e convinta l’adesione del Parco dell’Appennino alla creazione di questa nuova Via Matildica. Lo conferma il presidente Fausto Giovanelli, uno dei relatori al convegno di presentazione dell’iniziativa che si è svolto ieri nei musei diocesani del palazzo vescovile cittadino. Nell’occasione, Giovanelli ha accennato anche a un’altra importante iniziativa di promozione dell’area appenninica: la richiesta, inoltrata all’Unesco, per il riconoscimento di “Riserva della biosfera” per il territorio che accomuna il crinale tosco-emiliano. Sono oltre 30 Comuni di 5 province che comprendono i capoluoghi di Garfagnana, Lunigiana, Appennino Reggiano e Val Parma. In concreto, un patrimonio ricco di biodiversità, con particolari varietà flogistiche che avvolgono pievi e castelli (dai Canossa ai Malaspina e agli Estensi), un ambito rurale differenziato nel clima, nel paesaggio, nei sapori, nella demografia. Sono aree protette, alcune in abbandono ma altre gestite con grande sapienza, in una zona piena di risorse. Il parco e le zone circostanti meritano dunque una tutela e lo sviluppo di nuove opportunità economiche che vengono avviate attraverso progetti di ricerca, innovazione e formazione. La creazione di un Sentiero matildico non può dunque che accrescere l’importanza dell’area del crinale tosco-emiliano, che fra l’altro gode di un clima mediterraneo ed è un sensibile indicatore dei cambiamenti climatici naturali. Un valore strategico – dice Giovanelli – per far crescere la fiducia nelle possibilità di questo territorio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google