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Narcotraffico, maxi operazione contro le 'ndrine

Narcotraffico, maxi operazione contro le 'ndrine

Due dei 16 arrestati intercettati più volte anche a Reggio per gestire i trasporti

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REGGIO EMILIA. Un’organizzazione dedita al traffico internazionale di cocaina è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Firenze nell’ambito di un'inchiesta che ha portato all'adozione di 16 misure di custodia cautelare nelle province di Reggio Calabria, Bologna, Alessandria, Palermo, Modena, Parma, Genova, Milano e Pavia. Nel corso delle indagini, condotte dal Gico delle Fiamme gialle fiorentine e coordinate dalla Dda del capoluogo toscano, sono stati sequestrati 280 chili di cocaina purissima per un valore di oltre 43 milioni di euro. Destinatari dei provvedimenti sono soggetti, prevalentemente di origine calabrese, collegati alle 'ndrine degli Avignone e dei Paviglianiti, rispettivamente di Taurianova e di San Lorenzo, in provincia di Reggio Calabria».

Anche Reggio Emilia spunta nelle carte dell’inchieste fiorentina perché Giuseppe Avignone e Giuseppe Pellicani - ora agli arresti - si sono recati più volte in zona stazione per controllare la documentazione relativa al trasporto dei container con dentro stipata la droga. Un fatto rilevato anche grazie a delle intercettazioni riportate nell’ordinanza.

L'ipotesi di reato contestata è quella di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, con l'aggravante del fine di agevolare associazioni mafiose.

Complessivamente sono 28 gli indagati. La droga arrivava in Italia via mare, nascosta in doppifondi ricavati in container con carichi di copertura, spesso banane, e all'interno di blocchi di marmo. Le rotte predilette partivano dai porti di Callao in Perù e di Guayaquil in Ecuador, per transitare poi da Panama o Santo Domingo dove i container erano imbarcati su altre navi dirette a Genova e Gioia Tauro (Reggio Calabria).

Tra le basi operative dell'organizzazione in Italia, un'abitazione in provincia di Modena (nel Comune di Maranello), un'autocarrozzeria in provincia di Bologna e una ditta di Alessandria.

Complessivamente sono 28 gli indagati. La droga arrivava in Italia via mare, nascosta in doppifondi ricavati in container con carichi di copertura, spesso banane, e all'interno di blocchi di marmo. Le rotte predilette partivano dai porti di Callao in Perù e di Guayaquil in Ecuador, per transitare poi da Panama o Santo Domingo dove i container erano imbarcati su altre navi dirette a Genova e Gioia Tauro (Reggio Calabria). Tra le basi operative dell'organizzazione in Italia, un'abitazione in provincia di Modena (nel Comune di Maranello), un'autocarrozzeria in provincia di Bologna e una ditta di Alessandria.

Complessivamente sono 28 gli indagati. La droga arrivava in Italia via mare, nascosta in doppifondi ricavati in container con carichi di copertura, spesso banane, e all'interno di blocchi di marmo. Le rotte predilette partivano dai porti di Callao in Perù e di Guayaquil in Ecuador, per transitare poi da Panama o Santo Domingo dove i container erano imbarcati su altre navi dirette a Genova e Gioia Tauro (Reggio Calabria). Tra le basi operative dell'organizzazione in Italia, un'abitazione in provincia di Modena (nel Comune di Maranello), un'autocarrozzeria in provincia di Bologna e una ditta di Alessandria.

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