Nasce la “Via Matildica del Volto santo”
L’iniziativa anticipa il progetto della pista ciclopedonale Mantova-Lucca che contribuirà a unire il Nord Europa a Roma
REGGIO EMILIA. Nasce un percorso intitolato a Matilde di Canossa, dedicato al pellegrinaggio e alla preghiera ma anche alla scoperta del territorio. E’ un progetto di culto con elementi di sviluppo economico, perché schiude nuove opportunità alle popolazioni che vivono lungo il percorso. Il nome è nobile e austero: “La Via Matildica del Volto Santo”. L’ha tenuto a battesimo l’ex presidente della Commissione europa Romano Prodi, che ha osservato: «Oltre che una occasione di riscoperta della nostra storia, questa può diventare una componente utile a rafforzare una Europa che appare impaurita e sta abbandonando la politica della solidarietà».
Il percorso si snoda nelle terre un tempo sotto il dominio della Contessa, di cui ricorrono i 900 anni dalla morte, e si collega alle tracce di San Pellegrino, protettore dei viandanti. Lo scelsero i fedeli della parrocchia cittadina che onora questo santo per giungere ad un altro luogo di culto sull’Alpe, con lo stesso nome. Ora si estenderà da Mantova e, scavalcando l’Appennino, raggiungerà Lucca. Dopo la genesi, l’avvio della fase concreta, sostenuta dal Comune di Vezzano, che è al centro dei 250 chilometri di ciclopedonale che stanno prendendo vita. In buona parte è già realtà; il resto si materializzerà nel volgere di breve tempo. Ed è già pronta la prima spedizione riservata ai giovani dai 17 ai 30 anni, che potranno vivere questa singolare esperienza da giovedì 23 luglio a mercoledì 5 agosto: 14 giorni a piedi per toccare, dopo il capoluogo lombardo, San Benedetto Po, Borgoforte, Suzzara, Luzzara, Guastalla (fin qui sono 60 chilometri), Reggio, Vezzano, Carpineti e Toano (140 chilometri), salire alla Madonna di Pietravolta, San Pellegrino d’Alpe (175) e scendere a Castelnuovo Garfagnana, Barga, Borgo di Mozzano e infine Lucca, al traguardo dei 250 chilometri.
E’ una esperienza esistenziale dalla marcata connotazione simbolica. Lo possono testimoniare coloro che hanno sperimentato analoghi viaggi lungo la via Francigena o verso Santiago di Compostela, nel Nord del Portogallo. Ed è in questo contesto di richiamo internazionale che la Via Matildica va ad inserirsi, facendo rivivere l’antico itinerario dei pellegrini che scendevano dalle regioni germaniche alla volta di Roma. Un percorso ricco di storia, monumenti, memorie, narrazioni antiche che hanno ancora tanto da dire all’uomo moderno. L’itinerario attraversa l’asse della via Emilia, una terra che negli ultimi decenni ha trasformato la pianura padana in una delle aree più ricche ed evolute d’Europa. Reggio è al centro e costituisce un crocevia fra moderno e antico, veloce e lento, pianeggiante e impervio. Uno breve filmato presentato durante il convegno che si è svolto ieri nel Museo diocesano reggiano ne ha sintetizzato i valori con una carrellata fra palazzi, campanili, musei, templi. Il convegno aveva il patrocinio di Provincia, Diocesi, Comunità dell’Appennino Reggiano e Gal Antico Frignano.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
