Poste, dopo il furto un’indagine interna
La società avvia verifiche in seguito al colpo in via Piccard «Stiamo avvisando i mittenti della corrispondenza rubata»
REGGIO EMILIA. Un colpo ben congegnato, andato a segno grazie alla conoscenza degli orari di apertura della sede, dei turni di lavoro e dell’ubicazione degli uffici e dei depositi. Gli investigatori della Squadra mobile di Reggio Emilia stanno lavorando a partire da questi primi dati per cercare di svelare i volti e la dinamica del furto avvenuto al centro postale di via Piccard. Nel quartier generale delle Poste reggiane, nel quale arriva e viene smistata tutta la corrispondenza, sono spariti centinaia di plichi. Si tratta di raccomandate, atti giudiziari e francobolli diretti agli uffici postali, rubati martedì sera, tra le 20.30 e mezzanotte, unico arco temporale durante il quale il grande magazzino non è presidiato.
Ad aprire un’indagine interna, ora, sono anche le Poste, che stanno cercando di rendere più chiari i contorni della vicenda, collaborando con la questura di Reggio che ha già in mano i filmati della videosorveglianza, grazie alla quale si potrà tentare di inquadrare meglio il numero dei ladri ricostruendo così la trama che ha portato alla sparizione delle lettere.
Gran parte del lavoro, però, le Poste lo stanno indirizzando ai disagi patiti dai clienti vittime del furto. Un lavoro non facile di ricognizione, che parte dall’analisi di tutti i codici a barre delle raccomandate con ricevuta di ritorno, nelle quali viene riportato il mittente del plico. Ciascuno di questi mittenti sarà poi contattato dall’ufficio postale del territorio di origine, per chiarire l’accaduto e agevolare l’eventuale rinvio dei documenti ai destinatari. Ciascun ufficio postale dal quale è stata inviata la corrispondenza riceverà quindi una comunicazione con la lista dei nominativi da rintracciare. Una procedura “standard”, secondo le Poste, che viene avviata ogni qualvolta avviene un furto di corrispondenza. Mentre si attendono gli esiti dell’ispezione interna delle poste, i clienti continuano a chiedere informazioni allo sportello, dove vengono prontamente avvisati dell’accaduto. Resta ancora da accertare se la banda sia effettivamente entrata da una finestra del Cpo. Non è chiaro se fosse aperta o se i ladri l’abbiano semplicemente forzata per riuscire a entrare. Il valore del bottino - fatti salvi i francobolli, comunque limitati nel numero - non è ancora definito ma non dovrebbe essere molto alto non trattandosi di carte di credito e assegni come detto in un primo momento. (e.l.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
