Gazzetta di Reggio

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Provincia: i comuni pronti ad assorbire 70 dipendenti

di Roberto Fontanili
Provincia: i comuni pronti ad assorbire 70 dipendenti

Ottimista il presidente Manghi: «Quelli in esubero dovrebbero essere meno» Verso la creazione della Stazione unica appaltante per tutti gli enti locali

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REGGIO EMILIA. Prosegue il percorso di riorganizzazione della Provincia. L’incontro di ieri tra Giammaria Manghi e i presidenti delle sette unioni comunali in cui è suddivisa la nostra provincia, ha delineato due percorsi che si dovrebbero concretizzare a fine marzo: la creazione di una stazione unica appaltante per tutti i 45 comuni reggiani e il ricollocamento del personale in esubero. Entro quella data, infatti, la Provincia dovrà definire la propria pianta organica con una riduzione del 50% del personale attualmente alle dipendenze di Palazzo Allende. «Per quanto riguarda il primo aspetto _ ha spiegato il presidente Giammaria Manghi _ è lo spirito della stessa legge di riforma delle Province che chiede ai Comuni di costituire un’unica stazione appaltante per gestire tutti i bandi di gara pubblici. Su questo tema c’è già stato un incontro con i presidenti poche settimane fa e visto l’accordo di massima espresso dalle Unioni dei Comuni abbiamo previsto un nuovo incontro tra una decina di giorni ed è possibile attivare la stazione unica appaltante nel giro di un mese». Più accidentato e complesso invece il cammino per il ricollocamento del personale. Anche perché prima di definire tutto il percorso, occorre che la Regione a sua volta indichi le deleghe che saranno assegnate alla Provincia oltre alle quattro già individuate. «L’incontro di ieri è servito per conoscere _ aggiunge Manghi _ il fabbisogno dei comuni reggiani. In attesa di sapere anche quello del Comune di Reggio, dagli altri 44 sindaci, l’indicazione arrivata è di settanta dipendenti. Un numero che consente di guardare con cauto ottimismo ad poter ridefinire la nostra pianta organica. Perché la norma prevede che i comuni prima di procedere a nuove assunzioni, debbano utilizzare il personale in uscita dalla Provincia».

I conti che si stanno facendo in questi giorni a Palazzo Allende partono dai 33 prepensionamenti (22 nel 2015 e 11 nel 2016), su cui, precisa Manghi, «c’è già l’accordo con i sindacati». Inoltre ci sono le 53 unità dei Centri per l’Impiego e i 15 operatori della Polizia Provinciale che seguiranno un loro autonomo percorso. «Per cui- chiosa Manghi - è ipotizzabile che non siano tantissimi i lavoratori che saranno assunti dai Comuni e comunque molti meno di quelli che pensavamo all’inizio». Probabilmente meno quindi dei settanta posti disponibili (e tutte non figure dirigenziali) che il censimento tra i comuni reggiani ha indicato. Al prossimo tavolo di concertazione la Regione dovrebbe illustrare la bozza di legge regionale di riordino e a quel punto saremo in grado di fare i conti con precisione.

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