Provincia: i comuni pronti ad assorbire 70 dipendenti
Ottimista il presidente Manghi: «Quelli in esubero dovrebbero essere meno» Verso la creazione della Stazione unica appaltante per tutti gli enti locali
REGGIO EMILIA. Prosegue il percorso di riorganizzazione della Provincia. L’incontro di ieri tra Giammaria Manghi e i presidenti delle sette unioni comunali in cui è suddivisa la nostra provincia, ha delineato due percorsi che si dovrebbero concretizzare a fine marzo: la creazione di una stazione unica appaltante per tutti i 45 comuni reggiani e il ricollocamento del personale in esubero. Entro quella data, infatti, la Provincia dovrà definire la propria pianta organica con una riduzione del 50% del personale attualmente alle dipendenze di Palazzo Allende. «Per quanto riguarda il primo aspetto _ ha spiegato il presidente Giammaria Manghi _ è lo spirito della stessa legge di riforma delle Province che chiede ai Comuni di costituire un’unica stazione appaltante per gestire tutti i bandi di gara pubblici. Su questo tema c’è già stato un incontro con i presidenti poche settimane fa e visto l’accordo di massima espresso dalle Unioni dei Comuni abbiamo previsto un nuovo incontro tra una decina di giorni ed è possibile attivare la stazione unica appaltante nel giro di un mese». Più accidentato e complesso invece il cammino per il ricollocamento del personale. Anche perché prima di definire tutto il percorso, occorre che la Regione a sua volta indichi le deleghe che saranno assegnate alla Provincia oltre alle quattro già individuate. «L’incontro di ieri è servito per conoscere _ aggiunge Manghi _ il fabbisogno dei comuni reggiani. In attesa di sapere anche quello del Comune di Reggio, dagli altri 44 sindaci, l’indicazione arrivata è di settanta dipendenti. Un numero che consente di guardare con cauto ottimismo ad poter ridefinire la nostra pianta organica. Perché la norma prevede che i comuni prima di procedere a nuove assunzioni, debbano utilizzare il personale in uscita dalla Provincia».
I conti che si stanno facendo in questi giorni a Palazzo Allende partono dai 33 prepensionamenti (22 nel 2015 e 11 nel 2016), su cui, precisa Manghi, «c’è già l’accordo con i sindacati». Inoltre ci sono le 53 unità dei Centri per l’Impiego e i 15 operatori della Polizia Provinciale che seguiranno un loro autonomo percorso. «Per cui- chiosa Manghi - è ipotizzabile che non siano tantissimi i lavoratori che saranno assunti dai Comuni e comunque molti meno di quelli che pensavamo all’inizio». Probabilmente meno quindi dei settanta posti disponibili (e tutte non figure dirigenziali) che il censimento tra i comuni reggiani ha indicato. Al prossimo tavolo di concertazione la Regione dovrebbe illustrare la bozza di legge regionale di riordino e a quel punto saremo in grado di fare i conti con precisione.
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