Certificazioni di qualità, cambiano le norme
Illustrate al Tecnopolo le novità che riguardano sistemi di gestione e valutazione dei rischi
REGGIOE MILIA. «Oggi le aziende hanno bisogno di presentarsi con tutto ciò che il mercato internazionale chiede: qualità, servizio, economicità, proposte innovative e collaborazione. In tutto questo la certificazione di qualità è elemento essenziale». Così Aimone Storchi, presidente di Reggio Emilia Innovazione, ha aperto il seminario di aggiornamento «Verso ISO 9001:2015 e ISO 14001:2015: cosa cambia», organizzato al Tecnopolo da SIL engineering in collaborazione con Reggio Emilia Innovazione e TÜV Rheinland Italia.
«Alcune di queste priorità - ha proseguito Storchi - sono incluse tra le conoscenze e le competenze (tecnica, tecnologia, programmazione di sistemi, qualità….) che, in parte, si trovano all’interno dell’azienda e che, in parte, vanno invece identificate all’esterno, in outsourcing. L’attività di integrazione tra queste competenze interne ed esterne deve creare risultati di eccellenza, per ottenere l’omologazione da parte del cliente per il fornitore. In tutto questo la certificazione di qualità gioca un ruolo fondamentale».
La nuova versione delle norme ISO 9001 e ISO 14001, che verranno rilasciate nel corso del 2015, rappresenta per gli analisti una vera e propria rivoluzione rispetto all’impostazione che tali norme hanno avuto fino ad oggi. Come ha riferito Massimo Sambuchi, titolare di SIL engineering insieme ad Andrea Bonori, «le aziende devono sfruttare al meglio questi tre anni precedenti all’entrata in vigore della nuova norma ISO per iniziare ad impostare tutto il lavoro di équipe e di valutazione dei rischi richiesto dai nuovi sistemi di gestione».
Ma cosa cambierà per le aziende? «La nuova edizione delle norme - ha spiegato Maurizio Giordano, National Key Account TÜV Rheinland Italia - introduce i concetti di analisi del contesto e di valutazione dei rischi, finalizzati a garantire il successo durevole delle aziende. Si cerca di allargare l’orizzonte in termini sia spaziali, sia temporali e per questo sarà fondamentale il contributo della Direzione, che dovrà essere sempre più parte attiva nella gestione della qualità e dell’ambiente in quanto unico detentore di informazioni utili alla gestione del rischio».
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