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Coopsette, il maxi resort rimane sotto sequestro

di Enrico Lorenzo Tidona
Coopsette, il maxi resort rimane sotto sequestro

Campione del Garda: la Cassazione rigetta la richiesta di dissequestro della coop Bloccati decine di appartamenti del villaggio in attesa del procedimento penale

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REGGIO EMILIA. Anche la Cassazione ha detto no. I giudici della massima corte hanno rigettato la richiesta di dissequestro di una porzione del villaggio turistico sulle rive del Garda costruito da Coopsette. La situazione, quindi, si complica ulteriormente. Tutto nasce dall’indagine per presunti abusi edilizi che hanno bloccato il maxi investimento da oltre 100 milioni di euro messi in campo dalla cooperativa edile di Castelnovo Sotto. A rimanere sotto sequestro sarebbero una cinquantina di appartamenti e altri ancora in costruzione.

Resta in piedi anche la vicenda giudiziaria, ancora in alto mare. Il procedimento principale, quello penale dal quale è scaturito anche il sequestro, è ancora in attesa di un pronunciamento del giudice per l’udienza preliminare.

L’anno passato il pubblico ministero della procura di Brescia, Silvia Bonardi, aveva depositato infatti la richiesta di rinvio a giudizio per i dirigenti della coop coinvolti nell'intervento di recupero dell'area turistica creata a Campione del Garda, nel comune di Tremosine.

Un complesso composto da 300 appartamenti, parcheggi e scuola di vela, oggetto delle indagini della Guardia di Finanza di Brescia, approdate alla richiesta di rinvio a giudizio per il presidente di Coopsette, Fabrizio Davoli, dell’ex presidente Donato Fontanesi, presidente fino al 2007 della coop (due anni prima quindi dell’inizio del progetto sul Garda). Con loro sono imputati altri due reggiani, Rubens Burani e Fabrizio Vezzani, posti al vertice della Campione del Garda spa, società veicolo controllata al 48% da Coopsette nella quale sono confluiti i lavori del maxi cantiere.

Le richieste di rinvio a giudizio riguardano anche altri 16 indagati, tra i quali alcuni componenti del consiglio comunale e del sindaco di Tremosine, che avevano dato il via libera al progetto.

Il 9 luglio scorso la procura di Brescia aveva messo i sigilli a 300 appartamenti, al parcheggio multipiano da 700 stalli e all’Università della vela. Poi ci fu un primo dissequestro con sentenza del tribunale del riesame, al quale la Cassazione aveva chiesto di approfondire le motivazioni.

L’intera area è sottoposta a vincolo paesaggistico e si trova su una zona protetta e adiacente a due aree d'interesse comunitario: il Monte Cas-Cima di Corlor e il Parco Naturale Alto Garda Bresciano. I provvedimenti adottati dal consiglio comunale e messi in cantiere da Coopsette sono dichiarati «illegittimi» secondo le accuse del pm. Le contestazioni principali che coinvolgono la coop riguardano un «errato calcolo degli standard urbanistici a vantaggio di Coopsette». Due mesi fa è caduta anche una frana di circa 15mila metri cubi che ha lambito parte dell'area costruita da Coopsette.

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