Minaccia un bambino e rapina il padre
A soli dieci anni è stato bloccato da un bandito: il papà consegna 200 euro, il telefonino, le chiavi dell’auto e lo “libera”
REGGIO EMILIA. A soli 10 anni si è trovato vittima di una cosa più grande di lui, che non ha precedenti a Reggio Emilia e che da ieri pomeriggio, purtroppo, è diventata realtà. E’ un bambino, infatti, l’involontario protagonista di una rapina avvenuta in pieno centro storico, poco prima delle 18, in piazza Duca d’Aosta, nel parcheggio dei controviali che si trova a pochi metri dall’edicola notturna.
Un episodio che, anche se non ha avuto conseguenze fisiche per il bambino (apparso comunque molto scosso), crea allarme sociale e rilancia il tema della sicurezza in città dove – a parte episodi di bullismo fra coetanei – non era mai successo che un adulto minacciasse un bambino con un’arma per mettere a segno una rapina.
Erano le 17.45 quando il piccolo, insieme al padre, si trovava nel controviale alberato di viale Isonzo: erano appena arrivati alla loro auto, lasciata in sosta nei pressi dell’edicola notturna, e si apprestavano a far ritorno a casa. L’uomo ha aperto la portiera e si è messo al volante, pronto a partire, ma il figlioletto, proprio mentre stava per salire a sua volta, è stato bloccato alle spalle da un bandito senza scrupoli, che gli ha piantato un oggetto appuntito nella schiena (un coltello, un punteruolo, una siringa?). Minacciando il bambino, il malvivente ha costretto il padre a consegnargli i 200 euro che l’uomo teneva nel portafogli, il telefono cellulare e, per garantirsi la fuga ed evitare di poter essere inseguito, si è fatto consegnare anche le chiavi dell’auto.
Ottenuto il bottino, si è dileguato di corsa, scappando in via Emilia Santo Stefano e girando a sinistra verso il centro storico, facendo rapidamente perdere le sue tracce.
Terrorizzato per quanto sarebbe potuto accadere al figlio, dopo aver consolato il bambino l’uomo rapinato ha chiesto aiuto e fatto telefonare al 113 per chiedere l’intervento della polizia. Raggiunto subito dai poliziotti della squadra volanti della questura e, poco dopo, dagli agenti della squadra mobile, l’uomo ha provato a fornire una descrizione dettagliata del rapinatore, per aiutare gli investigatori a catturarlo.
Tutte le pattuglie che erano in centro hanno iniziato una vera e propria caccia all’uomo per le piccole vie della città: nei minuti successivi al colpo, i poliziotti hanno anche fermato una persona che, in base alla descrizione fornita dalle vittime, poteva essere il rapinatore.
Ulteriori accertamenti, però, avrebbero escluso questa possibilità, al punto che l’uomo sarebbe stato rilasciato.
Sono così riprese le ricerche e le indagini, anche attraverso il sistema che permette di localizzare i telefonini, con l’obiettivo di riuscire a identificare e catturare il malvivente.
Dopo essere stati accompagnati in questura e aver cercato tra le foto segnaletiche il possibile volto del rapinatore, padre e figlio hanno potuto finalmente far ritorno a casa con la loro auto: durante la fuga, infatti, il bandito si è sbarazzato della chiave, che si era fatto consegnare per non essere inseguito e che è stata recuperata poco lontano.
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