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È libero il fratello di Vertinelli slitta la decisione su Pagliani

REGGIO EMILIA. Due nuove scarcerazioni ed altrettante posizioni “alleggerite” dalla pesante accusa di associazione mafiosa. E’ la sintesi delle ultime più importanti decisioni prese ieri dal Riesame...

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REGGIO EMILIA. Due nuove scarcerazioni ed altrettante posizioni “alleggerite” dalla pesante accusa di associazione mafiosa.

E’ la sintesi delle ultime più importanti decisioni prese ieri dal Riesame di Bologna nell’ambito dell’operazione antimafia Aemilia. Dopo il fratello Palmo, è tornato ad essere un uomo libero l’imprenditore 52enne Giuseppe Vertinelli, na to a Cutro ma residente a Montecchio. Annullata l’ordinanza con cui era stata disposta la misura della custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa. «Non vi sono indizi – spiegano i difensori Alessio Fornaciari e Gaetano Pecorella – che possano far considerare il nostro assistito come un affiliato al clan Grande Aracri: non lo dicono i pentiti e nemmeno le intercettazioni, non ha mai partecipato a riunioni nè prestato la sua opera per la cosca». Stessa decisione per il 40enne Michele Colacino – crotonese d’origine, ma che vive a Bibbiano – che si è difeso ribaltando il suo ruolo da mafioso a vittima, a cui avevano incendiato due volte l’auto. Assistito dall’avvocato Luigi Colacino, ora è tornato in libertà. Restano dentro per altri reati, ma non più con l’accusa di associazione mafiosa sia il 39enne Francesco Gullà che il 40enne Giuseppe Pallone (entrambi difesi sempre da Colacino, nel secondo caso con il collega Francesco Saggioro). Rimane in cella pure il 34enne Salvatore Sestito, ma con accuse ora “limate”.

Infine sul reintegro in politica di Giuseppe Pagliani (tornato in libertà dopo 22 giorni in cella) anche ieri il prefetto Raffaele Ruberto non si è espresso ufficialmente. E visto che il provvedimento di sospensione dalle cariche ricoperte da Pagliani (capogruppo di Forza Italia sia in consiglio provinciale che in consiglio comunale) è stato a suo tempo prefettizio per essere poi recepito da Provincia e Comune, la decisione non può che essere presa da Ruberto. Il primo appuntamento politico possibile di reintegro sarebbe quello di domani pomeriggio in Sala Tricolore. Se la situazione non si sbloccherà, rimarrà al suo posto la “sostituta” Roberta Rigon.(t.s.)

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