Gazzetta di Reggio

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LA SCUOLA DI MONTECCHIO

"La mia ditta ha poche colpe. Ecco chi sono i veri responsabili...."

"La mia ditta ha poche colpe. Ecco chi sono i veri responsabili...."

L'amministratore unico della Saedil Srl di Caserta, che aveva vinto la gara d'appalto per la costruzione della nuova scuola media di Montecchio, scrive una lettera per spiegare quanto è accaduto

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MONTECCHIO. Io sottoscritto Franchetti Salvatore, amministratore unico della Saedil Srl con sede in Gricignano di Aversa (Ce), vincitrice della gara d’appalto per la realizzazione della nuova Scuola Media di Montecchio (Re), con contratto datato 09/09/2012, precisa quanto segue.

“Con la presente intendo chiedere scusa a tutti i cittadini di Montecchio per non aver portato a termine i lavori di realizzazione del nuovo istituto scolastico. Ci tengo però a precisare che, la mia società, la Saedil Srl, è sempre stata puntuale nella realizzazione dei lavori assegnategli (pochi mesi prima abbiamo costruito un altro istituto scolastico in quel di Osimo, nelle Marche, portando a termine i lavori in 8 mesi, anticipando i termini contrattuali). Inoltre, non ci era mai capitato di subire la recessione contrattuale da parte del Comune interessato. E’ giunto però il momento di raccontare la verità dei fatti, facendo però una breve premessa; Ho letto e sentito troppe falsità e giudizi affrettati sul mio conto. Chi mi conosce sa di avere a che fare con una persona onesta e che ha fatto del lavoro il proprio credo. Faccio parte del mondo dell’edilizia da quarant’anni e non ho mai avuto problemi con la legge. Voglio però che tutti i cittadini di Montecchio Emilia sappiano la realtà dei fatti. Se ho delle responsabilità in merito alla vicenda della realizzazione dell’istituto scolastico, me ne assumerò le responsabilità. Ma le mie colpe sono ben poca cosa rispetto a quelle dei progettisti, del direttore dei lavori, del Rup, e dell’Amministrazione Comunale.

"I motivi sono i seguenti: Appena iniziati i lavori per la messa in sicurezza e dell’abbattimento di metà fabbricato adibito a deposito, attaccato alla palestra e alla mensa scolastica, si è rilevato con dei saggi che dal lato palestra vi fosse un muro di blocchi realizzato su un massetto di 9 cm di magrone senza fondamenta. Il muro era alto 10 metri e lungo 23 metri. La scuola, che si doveva realizzare, si doveva accostare a questa parete ma data la mancanza delle suddette fondamenta, non era possibile procedere alle operazioni di scavo.

"Dal lato mensa vi era una chiusura di blocchi da 10 cm, alta 10 metri e lunga 23 metri, con un tetto in legno
che collegava il deposito alla mensa. Mi chiedo, a questo punto, chi ha realizzato i rilievi e il progetto definitivo, non si è reso conto di tali problematiche? Infatti fui costretto a nominare a mie spese un tecnico per le prove geologiche. Visto ciò, decisi di bloccare il lavoro degli operai, e rapportare il tutto al direttore dei lavori, al Rup e all’Amministrazione Comunale. Da questo momento iniziarono i problemi che i cittadini di Montecchio Emilia, purtroppo, ignorano. In attesa di una soluzione definitiva, furono messe sul tavolo diverse opzioni, ma che risultarono altamente esose. L’unica soluzione percorribile rimase quella dell’abbattimento dell’edificio esistente in quanto, per come erano stati presi gli accordi precedentemente, risultava impossibile cominciare i lavori, tanto meno iniziare la demolizione.

"Nell’attesa però, durata più di cinque mesi, non ricevendo alcun compenso, la mia azienda ha dovuto affrontare le spese di “rito”, come il fitto degli appartamenti per gli operai, il vitto, i pagamenti degli stessi operai, arrecandoci così numerosi problemi. Detto ciò, nonostante i problemi, avevo dato la mia totale disponibilità per ricevere le nuove disposizioni, pur non essendo ciò previsto dal contratto. Potevo tornarmene comodamente a casa lasciando il tutto in balia degli eventi ed incassando così la somma di 140,000 euro per il mancato utile dell’impresa. Ma così non è stato. Durante i famosi cinque mesi di attesa, il comune affidò ai progettisti la realizzazione di un nuovo progetto che riguardasse tutto il plesso scolastico, a differenza di quanto decantato nel contratto. In un primo momento il nuovo progetto sarebbe costato 2.350.000 di euro, cifra però fuori portata per le casse Comunali.

"Durante i vari incontri interlocutori, mi fu sempre chiesto di abbassare notevolmente il compenso per i lavori. Ciò per me risultava impossibile in quanto le spese della società erano esose. Rifiutai quindi all’inizio le proposte, scartando però, ancora una volta, l’ipotesi di andarmene e lasciare il Rup e l’Amministrazione Comunale in seri problemi. Ed è li che nacque il mio errore. Dopo numerosi incontri con le diverse parti, decisi di accettare di abbassare ulteriormente il costo della realizzazione dell’edifico scolastico, passando da un ribasso del 23,14% fino a circa un ribasso del 35%, il tutto a discapito delle casse dell’azienda. Abbassando addirittura il prezzo degli oneri di sicurezza che non sono soggetti a ribasso.

"A questo si aggiunse anche il fardello di lavori già eseguiti ma non contabilizzati. I progettisti, spinti dalla pressione che i diretti interessati esercitavano su di essi, commisero diversi errori. Nel nuovo progetto infatti, mancavano all’appello diverse lavorazioni già effettuate ma che, come già detto, non furono contabilizzate. Prima di abbandonare definitivamente i lavori, visto che mi dovevano ancora pagare una parte del quarto SAL e l’intero quinto SAL, per poter continuare nella realizzazione dell’edificio scolastico, chiesi all’Amministrazione e al Rup di anticiparmi una parte della cifra da loro dovuta. La mia richiesta era lecita in quanto, da contratto, i
pagamenti dovevano essere effettuati ENTRO i 150 giorni. Ma la risposta fu’ negativa.

"A questo punto, visto che contrariamente a quanto si crede, l’istituto è stato quasi completato dalla mia azienda, costandomi fino ad oggi 1,800.000 euro, a discapito dei 980,000 euro circa che il Comune ci ha versato, decisi di fermare i lavori per non gravare ulteriormente sulle casse della Saedil Srl da me gestita. Se solo l’Amministrazione Comunale avesse avuto l’accortezza di versami la cifra richiesta per portare avanti i lavori, la struttura sarebbe stata ultimata ed oggi sarebbe funzionante.

"Ironia della sorte, sono passato dall’essere vittima a carnefice. La mia azienda, tanto decantata ed apprezzata per i numerosi lavori effettuati in passato, soprattutto nell’ambito degli istituti scolastici, rischia il fallimento (rimettendoci oltre 450.000 euro, a vantaggio del Comune di Montecchio Emilia che ne beneficia).

"I cari amministratori di Montecchio Emilia, per placare le polemiche dei cittadini, hanno ben pensato di rifare la gara d’appalto del completamento dell’istituto scolastico. Forse perché hanno “annusato” di poter risparmiare ancora di più, ancora una volta, sulle spalle della Saedil Srl. Per pochi spiccioli si rischia di far fallire una gloriosa azienda. Insomma, raccontando solo quello che fa comodo, lucrando sulle spalle di un imprenditore serio ed onesto come il sottoscritto, è stata ancora una volta camuffata la realtà dei fatti, nonché penalizzata la cittadinanza. Il popolo di Montecchio Emilia deve conoscere TUTTA la storia che gravita intorno alla realizzazione del nuovo istituto scolastico. Quello che però fa più male a livello personale, è il fatto di essere passato, tramite lavoro “certosino” di alcuni Media, come il camorrista di turno del Sud, che vince le gare solo in un “certo modo”. Niente di più FALSO! Per me parlano la storia della mia azienda e, ancor di più, della mia famiglia, fatta di persone per bene e di onesti lavoratori.

"Resto a completa disposizione delle istituzioni preposte per qualsiasi chiarimento. Sperando che la verità venga presto a galla, Cordiali Saluti.

Salvatore Franchetti

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