Gazzetta di Reggio

Reggio

Ora le badanti ucraine comprano “cash”

di Roberto Fontanili

Complice la situazione politica, non mandano i risparmi nel loro paese ma acquistano casa qui per sè e per le loro famiglie

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REGGIO EMILIA. Fino a poco tempo fa gli unici a comprare cash erano i cinesi, oggi invece sono le badanti a smuovere il mercato immobiliare reggiano, che continua a vivere una fase di profonda stagnazione. «Anche se qualche piccolo segnale di risveglio c’è» ci dicono da diverse agenzie, spiegando come il titolare dall’Agenzia Giglioli che «si tratta in buona parte dell’effetto dovuto a una maggior disponibilità da parte delle banche a concedere mutui».

Ma c’è anche chi compra senza ricorrere al mutuo o chiede prestiti limitati di poche decine di migliaia di euro che le banche sono disposte a concedere a fronte della sola ipoteca sull’immobile. Sono le bandanti ucraine che da qualche tempo con i venti di guerra che soffiano nella loro terra stanno cercando di portare al riparo in Italia le loro famiglie e i loro risparmi.

Chi può compra casa o altrimenti cerca un appartamento in affitto. Perché disporre di un alloggio è indispensabile per la domanda di ricongiungimento familiare e portare al sicuro i propri cari.

Un fenomeno che si è accentuato con l’inizio del 2015 e che viene confermato anche dall’aumento delle domande di asilo politico da parte di cittadini ucraini. Proprio le badanti provenienti dall’Ucraina, dopo aver risparmiato per anni, lesinando sulle spese e depositato parte dei loro guadagni in patria e in parte nelle nostre banche, ora dispongono della liquidità necessaria per comprare casa e stabilirsi nella nostra città, investendo cifre che vanno dai 50 ai 70 mila euro. Una richiesta di alloggi che in parte si trasforma in contatti di affitto, ma in diversi altri casi diventa un rogito per appartamenti con due stanze da letto, cucina soggiorno, servizi, garage e cantina, costruiti negli anni ‘70 e ’80 in diverse zone della nostra città, e se possibile dotati di riscaldamento autonomo. Immobili datati, che di solito hanno bisogno di qualche intervento ma sono già abitabili. «Non si tratta di appartamenti in via Turri - ci confermano gli immobiliaristi - ma a Porta Castello o verso Bagnolo, che hanno bisogno magare di rifare il bagno e di un’imbiancata. Lavori che vengono fatti ricorrendo alla manodopera dei loro connazionali. Alla fine è un bene perché i soldi restano qui, ma fa riflettere il fatto che le banche diano credito alle badanti mentre agli italiani per ottenere un mutuo viene chiesta anche la garanzia da parte dei genitori...».

Sarà perché, spiegano dall’Immobilare C.F. «che i mutui sono più bassi e spesso coprono solo una parte del valore dell’immobile e oggi le perizie dei periti sono meno care rispetto al passato».

Le banche certamente stanno attente a non rischiare, ma non negano un mutuo di qualche decina di migliaia di euro a chi lavora con continuità da anni con la stessa famiglia che, se può, ci mette una buona parola. Le badanti hanno così finito per rimpiazzare sul mercato immobiliare i cinesi ed essendo più integrate nel tessuto sociale si rivolgono alle agenzie reggiane.

I cinesi invece si rivolgevano a un’agenzia esclusivamente loro che ha chiuso i battenti. Nel frattempo hanno anche cambiato obiettivo. Non comprano più case ma cercano negozi e preferiscono l’affitto, in attesa di una ripresa che tarda ad arrivare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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